Biennale di Venezia nel caos: si dimette la giuria, i premi li assegnerà il pubblico (fonte: Artribune)
A pochi giorni dall’apertura della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della La Biennale di Venezia, scoppia un caso senza precedenti: l’intera giuria internazionale si dimette in blocco, aprendo una crisi clamorosa ai vertici della manifestazione.
Secondo quanto riportato da Artribune, la decisione arriva al culmine di mesi di tensioni politiche e istituzionali, segnati da scontri tra il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco, oltre a polemiche legate alla partecipazione di Russia e Israele.
La rottura definitiva si consuma quando la giuria annuncia l’intenzione di escludere dai premi i Paesi i cui leader siano accusati di crimini contro l’umanità dalla Corte Penale Internazionale. Una presa di posizione che avrebbe tagliato fuori proprio Russia e Israele, generando un evidente conflitto con la linea ufficiale della Biennale, che invece ne aveva confermato la partecipazione.
Di fronte a questo cortocircuito, le giurate scelgono di dimettersi. La risposta della Fondazione è altrettanto sorprendente: i prestigiosi Leoni non saranno assegnati da una nuova giuria, ma direttamente dal pubblico, attraverso un sistema di votazione dei visitatori. La cerimonia di premiazione è prevista per il 22 novembre.
Il risultato è un’edizione già definita “la più pazza di sempre”, simbolo di una crisi profonda in cui arte, politica e diplomazia internazionale si intrecciano fino a mettere in discussione il funzionamento stesso di una delle istituzioni culturali più influenti al mondo.


