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Buon Primo Maggio dalla redazione di Tribuna Politica Web

Ogni grande sogno è caratterizzato da un percorso lungo e tumultuoso. Spesso l’arrivo è diverso da come lo si era concepito all’inizio del viaggio. Spesso è frutto di cambiamenti in corso d’opera dovuti a condizioni esterne o magari all’evoluzione, al cambiamento dello stesso autore del sogno.
Così fu anche per Pellizza da Volpedo ed il suo QUARTO STATO, quadro divenuto iconico, manifesto di una nuova società, da sempre basata sul lavoro ma solo da pochi decenni contemplatrice dei diritti (e dei doveri) dei lavoratori.
Una tantum vorremmo accendere un lumicino sul percorso che attraverso “tante Fiumane” di lavoratori ha portato infine al risultato che tutti conosciamo con quel trasporto tipico di un’epoca in fermento sociale che impiegherà due guerre mondiali per ritrovare un equilibrio, oggi nuovamente instabile.
Ma anche sostituendo dio con il denaro ed il grano con le bombe nucleari la forza emotiva e politica della Fiumana dei lavoratori, divenuta nel sogno di Pellizza il Quarto Stato ci ricorda da un lato l’eterno dualismo tra datore e lavoratore, tra competizione e pace sociale, tra antropocene e simbiocene, che solo l’etica che collega cuore e cervello dentro ognuno di noi può tenere in equilibrio.

1895-1898: Fiumana
«S’ode … passa la Fiumana dell’umanità
genti correte ad ingrossarla. Il restarsi è delitto
filosofo lascia i libri tuoi a metterti alla sua
testa, la guida coi tuoi studi.
Artista con essa ti reca ad alleviarle i dolori colla
bellezza che saprai presentarle
operaio lascia la bottega in cui per lungo lavoro ti
consumi
e con essa ti reca
e tu chi fai? La moglie il pargoletto teco conduci
ad ingrossare
la fiumana dell’Umanità assetata di
giustizia – di quella giustizia conculcata fin qui
e che ora miraggio lontano splende»