Cultura ed Eventi

Maurizio Zaccaro presenta “Bellissima dea. Storia di Clara Calamai” alla Gambalunga di Rimini

Dalle inquietudini giovanili nella provincia toscana all’ascesa come icona assoluta del cinema italiano, fino al ritiro consapevole dalle scene nel momento del massimo splendore. 

Si snoda lungo questo percorso Bellissima dea. Storia di Clara Calamai, la biografia romanzata scritta dal regista Maurizio Zaccaro, che sarà presentata martedì 5 maggio 2026 alle ore 17.30 alla Sala della Cineteca, nell’ambito della rassegna “Libri da queste parti” promossa dalla Biblioteca Civica Gambalunga. L’autore dialogherà con Emanuela Martini attorno al suo ultimo volume edito da Vallecchi Firenze nel 2025, un racconto sospeso tra presente e flashback che restituisce il volto umano, fiero e vulnerabile di una delle dive più iconiche della nostra cinematografia.

Clara Calamai è stata il primo scandalo del cinema italiano. Bellissima, sensuale, altera come una diva francese, nel 1942 osò ciò che nessuna attrice aveva mai fatto prima: apparire a seno nudo ne La cena delle beffe, scatenando lo scandalo e la fascinazione di un intero Paese sotto dittatura. Un anno dopo, con Ossessione di Luchino Visconti, rinunciò agli abiti eleganti e al trucco, prestando il volto e il corpo a Giovanna, la bottegaia frustrata che inaugurò il neorealismo. Da quel momento divenne il simbolo di una generazione: l’immagine che i soldati italiani portavano al fronte nel portafogli, la donna proibita che incarnava il desiderio e il peccato. Ma Clara Calamai non fu solo la diva conturbante degli anni Quaranta. Fu anche una donna inquieta, fragile, piena di passioni e paure, che scelse a un certo punto di abbandonare le luci del set per inseguire affetti e normalità. Un ritiro improvviso che la rese ancora più leggendaria, come una Greta Garbo italiana. Poi, quando sembrava ormai dimenticata, la chiamata inattesa: Dario Argento la volle in Profondo rosso, restituendole una nuova, inquietante immortalità.

Bellissima dea è il romanzo di una diva che bruciò di scandalo e desiderio, e che pagò con il silenzio e l’ombra il prezzo della sua unicità.