San Marino. DML sull’Accordo UE: “Si prenda atto di quanto accaduto e si traggano le relative conclusioni”
Le parole pronunciate oggi dal Segretario di Stato agli Esteri, Luca Beccari, non possono archiviare quanto avvenuto sul dossier europeo. Quando un percorso descritto per anni come lineare e ormai prossimo alla conclusione si arena improvvisamente in sede COREPER, il problema non è comunicativo: è politico. Colpisce soprattutto il cambio di narrazione. Fino a poche settimane fa il Governo parlava di passaggi conclusivi, di clima favorevole e di sostegno consolidato attorno all’Accordo di Associazione.
Oggi invece emergono improvvisamente “riserve”, delicate interlocuzioni diplomatiche e ostacoli che, evidentemente, erano stati sottovalutati o nascosti all’opinione pubblica. È questo il punto più grave della vicenda: non tanto il fatto che un negoziato internazionale possa incontrare difficoltà, quanto il tentativo continuo di rappresentare la situazione in modo parziale, senza mai ammettere i problemi reali che stavano maturando e che oggi con tutta evidenza sono connessi all’imbarazzante vicenda che ha colpito il Segretario Beccari. Invitare genericamente a “lasciare lavorare la diplomazia” non basta più, per prima cosa perché – nel caso in cui il Segretario non se ne fosse reso conto – è lui il vertice della diplomazia sammarinese (!); in secondo luogo perché si tratta dell’ennesima presa in giro, davanti ad una situazione i cui tratti sono sempre più evidenti. La diplomazia non può diventare un alibi dietro cui nascondere responsabilità politiche gravi e palesi. Il problema principale infatti non è il dossier europeo, ma il grave danno reputazionale e l’imbarazzo che la gestione politica tanto nazionale quanto estera sta causando.
Serve un’operazione verità davanti al Paese. Continuare a minimizzare o a spostare l’attenzione rischia soltanto di aggravare una situazione già estremamente delicata per la credibilità internazionale della Repubblica. A questo punto non si può che ribadire come in qualsiasi democrazia un fallimento di questa portata comporterebbe una presa di responsabilità politica immediata. Per rispetto delle istituzioni e del ruolo. Per questo le dimissioni di Beccari dovrebbero essere un gesto di responsabilità verso il Paese, così come rimettere il mandato nelle mani dei cittadini non dovrebbe essere considerata una provocazione dell’opposizione, ma un atto dovuto di serietà politica.
San Marino ha bisogno di trasparenza, di una nuova strategia e soprattutto di recuperare credibilità nei rapporti internazionali. Questo difficilmente potrà avvenire mantenendo alla guida della politica del Paese e della politica estera chi ha condotto il Paese dentro questo vicolo cieco e a questo punto pericoloso.
c.s. DOMANI – Motus Liberi


