Politica

DML: “Perché a San Marino vale tutto e non succede niente?”

Nel Partito continuiamo a farci questa domanda.

Ci sono Stati in cui i Ministri si dimettono per aver copiato una tesina: da noi, invece, più le combini grosse più diventi importante.

Viviamo in un Paese che si definisce libero, quando in realtà è costituito da un insieme di poteri che si contendono la Repubblica, con le Istituzioni che ricoprono un ruolo di facciata e la popolazione che non si intromette.

Troppo pessimista?

Leggete i giornali, seguite le vicende di attualità. Poi ditemi se non è vero.

Prendiamo ad esempio la più grossa di questi tempi. L’Ente Cassa di Faetano prova a vendere la Banca ad una grossa società bulgara: nessun veto fino a che viene bloccato tutto per l’ipotesi di una tangente pagata per favorire la vendita. Nel corso delle indagini emerge l’organizzazione di un piano “parallelo” contro la libertà della Repubblica da parte di politici, associazioni e uomini d’affari. Quisquilie, insomma… siamo “solo” la Repubblica più antica del mondo!

Nel frattempo, nella stessa banca, dei ladri si chiudono una notte nel caveau e rubano il contenuto di 15 (forse di più?) cassette di sicurezza. Non è dato sapere cosa contenessero. “Coincidenze”, direbbe qualcuno…

L’acconto di 15 milioni versato dai bulgari per acquistare la banca viene sequestrato. Questi ovviamente si mettono di traverso e cominciano a chiedere conto pubblicamente di cosa esattamente siano accusati, mettendo in ridicolo tutto il Paese alle orecchie di mezzo mondo.

Il problema è che, in campo internazionale, San Marino sta trattando l’Accordo di Associazione con l’UE, che deve ricevere l’ok dei 27 Stati aderenti e che si è bloccato di nuovo perché un Paese non dà il suo ok. Di che Stato parliamo? Della Bulgaria! Guarda un po’…

Il Governo, però, ci dice di star “tranquilli” che non si sa se esista una correlazione tra le due vicende. Ma dai…

Peraltro la delega per portare avanti l’Accordo di Associazione è del Segretario di Stato agli Affari Esteri, il Presidente dell’Ente che ha trattato la vendita della banca ai bulgari è il suo babbo e il pastrocchio si allarga a vista d’occhio.

I giornali, inoltre, riportano il contenuto di una serie di intercettazioni in cui si parla di chi deterrebbe davvero il potere a San Marino, citando organizzazioni e associazioni come la Massoneria. Di fronte ad una gestione come questa, come può il Governo pensare al bene del Paese?

La gente non ha la possibilità di affittare o comprare casa, la sanità non ha una direzione, il Segretario di Stato alla Gustizia sta “concludendo indagini” di competenza del Tribunale per sua stessa ammissione, per telefonare se va bene ci tocca andare a Domagnano, ci siamo impegnati per 12 milioni di Euro in un campo fotovoltaico vuoto, ci indebitiamo sempre di più fuori dai confini, la maggioranza propone leggi per chiudere la bocca all’opposizione, il costo della vita è sempre più alto, non passa Consiglio in cui non ci sia un giovane Consigliere che, schifato, vorrebbe andarsene; però dobbiamo essere contenti di aver speso più di mezzo milione nel treno che non va da nessuna parte (è vero che i costi sono lievitati?) o migliaia di Euro nelle finestre di palazzo Begni.

E mi raccomando, non sia mai che qualcuno dica qualcosa, perché altrimenti si passa dal “ci si lamenta sempre” alla campagna denigratoria ad personam per cui tutti zitti. Ma come siamo ridotti? Le persone dove sono?

Bastano davvero due aiuole, una pista di pattinaggio e la fiera agricola per anestetizzare tutti? Il Governo manda avanti il Segretario Ciacci: venti articoli sul giornale, un paio di polemiche su Facebook e vai che l’attenzione dal disastro è distolta!

Oltre a piani per distruggere il Paese, soldi spesi a vanvera, gente in difficoltà, associazioni di potere, figure pessime a livello internazionale, cosa deve succedere ancora perché possa davvero cambiare qualcosa?

Non so come andrà a finire. C’è chi dice che i cittadini delusi ed arrabbiati alle prossime elezioni non voteranno più la DC per votare la DC. No, non è un errore, è quello che succede quassù. Tutti dicono di non votare la DC (di solito mostrando i palmi delle mani al petto e scuotendo la testa), ma puntualmente ci ritroviamo con una PA più piena, la DC in crescita e un Paese nel baratro.

Andiamo avanti così?

Lorenzo Forcellini Reffi – Presidente di DOMANI