San Marino. Libera. Verità, responsabilità e tutela della Repubblica: istituita la Commissione d’Inchiesta
La Commissione d’Inchiesta sulla tentata vendita di Banca di San Marino e il Piano Parallelo è stata istituita e partirà in tempi rapidi, con finalità precise capaci di mettere in luce le responsabilità politiche e amministrative ed evidenziare eventuali lacune del sistema dei controlli.
Con i 40 voti necessari a imprimere un’accelerazione e respingendo i molteplici freni che le forze di opposizione hanno messo in campo, la maggioranza di governo ha affidato alla Commissione il potere di indagare fino in fondo, acquisendo prove documentali e testimoniali, sulla tragica vicenda che ha creato danni ad una banca storica e sta producendo rischi gravissimi per l’intera Repubblica generando un oggettivo rallentamento all’accordo di associazione con l’Unione Europea.
Spiace constatare che non sia stato possibile trovare un accordo su questo progetto anche con le forze di opposizione che hanno giocato fino in fondo la loro carta della sfiducia, fino al punto di mettere in atto forme di ostruzionismo tese a dimostrare la mancanza di volontà della maggioranza di fare luce sui fatti.
Il dibattito sul progetto ha invece consentito di estendere il campo dell’indagine assegnato alla Commissione comprendendo tutte le fasi dal momento in cui le proposte di acquisto si sono manifestate, e ha reso molto più celere l’avvio dei lavori tenendo presente la necessità di non inficiare il lavoro del Tribunale con eventuali interventi della Commissione che, ricordiamolo, ha poteri inquisitori assegnati dalla legge di natura costituzionale voluta dalle forze di maggioranza.
La questione della pariteticità sollevata dalle forze di opposizione è stata valutata inconsistente in quanto comunque, anche con le precedenti composizioni paritetiche, a prevalere è sempre stato il voto del Presidente, ma ancor più perché i commissari che verranno nominati saranno chiamati a lavorare in modo unitario, auspicando che possano esprimere, come è successo in passato, una sola relazione.
In queste ore a Bruxelles si stanno adottando decisioni che riguardano il futuro dei prossimi decenni della Repubblica e tali scelte sarebbero condizionate dalla storia del mancato investimento della società bulgara.
Dopo un periodo di ripresa dell’attività e della redditività della banca, la doccia fredda causata dalle ombre che aleggiano “sull’affare bulgaro”, ha generato numerosi problemi di fiducia che sono la linfa vitale di ogni sistema bancario, e ha fatto emergere rischi di arbitrati internazionali che costringono lo Stato a intervenire con aggravi notevoli di costi richiedendo l’attivazione di professionalità di primario standing.
L’accordo di associazione con l’Unione Europea e l’impegno di sottoscrivere un accordo per istituire un sistema di vigilanza di garanzia per il sistema bancario, sono per Libera fondamentali per metterci al riparo da incursioni che potrebbero monopolizzare l’intero comparto elevandolo ad uno standing internazionale.
Libera – San Marino


