Politica

San Marino. Libertà di stampa, Pedini Amati: “Senza un’informazione libera non esiste democrazia, ma serve responsabilità”

La ricorrenza del 3 maggio non può ridursi a un esercizio di retorica istituzionale. Celebrare la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa significa, prima di tutto, riflettere sullo stato di salute delle nostre comunità e sulla qualità del dibattito pubblico. Come Segretario di Stato con delega all’Informazione, sento il dovere di sottolineare che il diritto di cronaca e la libertà di espressione rappresentano le fondamenta stesse della nostra Repubblica, un patrimonio che va difeso con ostinazione, specialmente in un’epoca dominata da algoritmi e frammentazione comunicativa.

Il panorama attuale è profondamente mutato. Oggi viviamo in quello che gli esperti definiscono un mercato conversazionale permanente, dove la velocità del web impone ritmi serrati e, spesso, a discapito dell’approfondimento. Proprio in questo scenario, il ruolo del giornalista diventa ancora più cruciale (anzi, direi vitale, per evitare termini abusati). Non si tratta solo di trasmettere notizie, ma di farsi garanti di un’accuratezza che è diventata merce rara. Il fact-checking, del resto, è un atto di rispetto verso il cittadino-lettore.

Guardo con attenzione alle sfide che i professionisti sammarinesi affrontano ogni giorno. La nostra è una realtà peculiare, dove la vicinanza tra cronista e istituzioni è fisica, quotidiana. Questa prossimità non deve mai tradursi in condizionamento, ma deve stimolare un’etica della responsabilità ancora più forte. Mi preme ribadire un concetto: la libertà di stampa non è un privilegio concesso ai giornalisti, ma un diritto dei cittadini a essere informati correttamente. Quando un cronista viene limitato, è la società intera a subire una mutilazione democratica.

Detto ciò, non possiamo ignorare l’impatto dell’intelligenza artificiale e della disinformazione programmata. Sono strumenti che, se usati senza una guida etica, rischiano di inquinare i pozzi della conoscenza comune. Per questo motivo, come Governo, siamo impegnati a sostenere un’editoria che sappia innovarsi senza perdere l’anima, investendo sulla qualità dei contenuti e sulla formazione. La nuova comunicazione, ci insegna che oggi siamo ciò che pubblichiamo. Se immettiamo nel sistema solo rumore o ostilità, raccoglieremo una società divisa e incapace di ascolto.

In questa giornata così significativa, il mio pensiero va a chi, in contesti ben più drammatici del nostro, sacrifica la vita o la libertà per raccontare la verità. Qui, nell’Antica Terra della Libertà, abbiamo il privilegio di poter discutere, dissentire e criticare apertamente. Custodiamo questa prerogativa con cura. Insomma, l’impegno che prendo a nome della Segreteria di Stato è quello di continuare a garantire spazi di espressione liberi e indipendenti, perché un potere che teme il controllo della stampa è un potere che ha smesso di servire il bene comune.

Federico Pedini Amati,
Segretario di Stato per il Turismo con delega all’Informazione