San Marino. USL: l’inferno di Marcinelle diventi monito e memoria collettiva
L’8 agosto di 70 anni fa a Marcinelle, in Belgio, 262 persone trovarono la morte nella miniera di carbone di
Bois du Cazier. Una tragedia rimasta impressa nelle menti di tutti i sopravvissuti, tra cui anche sammarinesi
che erano emigrati per lavoro in quel Paese.
L’inferno di quei giorni terribili non deve però sopravvivere nella sola mente dei singoli ma diventare memoria
collettiva, deve servire da monito visto che sfortunatamente si continua a morire sui luoghi di lavoro.
Per la sammarinese Maria Semprini, venuta a mancare da poco, dopo aver festeggiato il centesimo
compleanno, si trattava di un ricordo che non aveva smesso di tormentarla. Lo ha raccontato lei stessa alla
Federazione pensionati USL durante l’intervista pubblicata nel libro ‘Testimoni del Tempo’, scaricabile dal
sito www.usl.sm.
“Ho un problema ai polmoni – ha raccontato – che mi porto dietro da quando ero a Marcinelle, in Belgio, con
mio marito. Ci siamo stati dal 1948 al 1956, vivevamo in una capanna e lui lavorava in miniera. Quando è
avvenuto il disastro, appunto nel 1956, lui ha perso una gamba e non è l’unico problema che si è portato
dietro. Io mi occupavo di lui, lavavo i suoi abiti intrisi di carbone e quel carbone mi è rimasto dentro
rovinandomi i polmoni”. La vita per Maria che durante gli anni trascorsi a Marcinelle ha perduto anche una
bimba al momento del parto con il cesareo, non è stata semplice nonostante all’età di 99 anni apparisse
lucida, anzi lucidissima.
“Maria – ha detto il Segretario Generale di USL Francesca Busignani – ha onorato fino alla fine dei suoi giorni
il dovere della memoria e ora tocca a tutti noi raccoglierne il testimone.
Usl sente forte la responsabilità di tenere alta l’attenzione sul tema sicurezza perché non si può andare al
lavoro e rischiare di non tornare più a casa. La memoria è uno dei presidi più preziosi quando si parla di
sicurezza sul lavoro e come USL siamo orgogliosi di avere raccolto la testimonianza di Maria, una persona
che purtroppo ha vissuto sulla propria pelle l’inferno arroventato di Marcinelle. E non deve stupire che uscita
dal buio di una tale tragedia, abbia saputo portare tanta luce”.
USL


