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San Marino. SMaC Card pronta per l’Europa? Comunità e Territorio chiede alle istituzioni di dirlo chiaramente

Mentre San Marino si accinge alla firma che ci porta verso l’Associazione con l’Unione Europea, il gruppo civico solleva un dubbio tecnico che riguarda da vicino commercianti e famiglie: la carta di pagamento sammarinese Smac rispetta le nuove regole europee?

La SMaC Card fa parte della vita quotidiana di migliaia di sammarinesi: la usiamo per fare la spesa, per ricevere i rimborsi fiscali, e oggi anche per incassare aiuti sociali come il bonus per i neonati. Proprio per questo, secondo Comunità e Territorio San Marino (CTSM), è arrivato il momento di chiedere con chiarezza se questo strumento sia davvero pronto per il percorso europeo che il Paese ha intrapreso. Introdotta nel 2008 e aggiornata nel 2022, la SMaC è nata come un semplice incentivo agli acquisti sul territorio: uno strumento elettronico, con marchio dello Stato, realizzato insieme a banche, Poste San Marino e associazioni di categoria per agevolare l’economia locale.

Da allora il suo ruolo nel paese è cresciuto molto. Oggi la carta viene utilizzata anche per ricevere i rimborsi IGR, per i rimborsi sul carburante e per incassare aiuti sociali come il bonus per la prima infanzia introdotto nel 2024, accreditato direttamente sulla SMaC del capofamiglia. Qui sta il punto sollevato da CTSM: la SMaC è pensata per funzionare solo dentro i confini di San Marino, come un circuito “chiuso”, tanto che non aderisce a nessun circuito internazionale di pagamento ne è presente un IBAN di riconoscimento. L’Unione Europea, invece, con una direttiva chiamata PSD2, ha aperto i sistemi di pagamento: le banche devono permettere ad altri operatori autorizzati di offrire servizi di pagamento più moderni e sicuri, sfruttando i dati dei conti correnti. E le regole si faranno ancora più stringenti con la prossima PSD3, che punterà soprattutto a contrastare le frodi con un tracciamento internazionale certificato. Con la SMaC che gestisce ormai anche fondi pubblici e sociali, CTSM ritiene legittimo chiedersi se questo impianto “chiuso” sia compatibile con i principi europei.

Ad oggi, sottolinea il gruppo civico, manca una valutazione ufficiale su questo punto. Per CTSM non si tratta di allarmismo, ma di buonsenso: meglio verificare per tempo che uno strumento così importante sia in regola, piuttosto che scoprirlo più avanti, magari sotto pressione da Bruxelles. Una carta usata ogni giorno da commercianti e famiglie merita certezze, non punti interrogativi lasciati aperti. Il gruppo civico chiede alle istituzioni competenti di fare chiarezza sullo stato di adeguamento della SMaC Card alle norme europee, e di aprire un tavolo tecnico che coinvolga banche, associazioni di categoria e autorità di vigilanza, per affrontare la questione con trasparenza e prima che diventi un problema imposto dall’esterno.

Comunità e Territorio San Marino – CTSM