San Marino. Merlini sull’Accordo di Associazione all’UE: possibile che lo stop della Bulgaria sia di natura esclusivamente tecnica?
Non vi sono ancora riscontri oggettivi, ma è difficile immaginare che lo stop della Bulgaria alla conclusione dell’iter per la firma dell’Accordo di Associazione di San Marino all’UE non sia connesso alla vicenda della tentata acquisizione della maggioranza delle azioni dell’Ente Cassa di Faetano, ovvero del controllo di Banca di San Marino.
Ad oggi non si conoscono le ragioni che stanno alla base di questa posizione e non mi pare che il Governo sammarinese stia dimostrando di avere leve efficaci affinché possa cambiare la prospettiva. Spero di sbagliare! Qualora le autorità della Bulgaria utilizzassero il proprio parere vincolante per “spingere” le Istituzioni sammarinesi a restituire le somme sequestrate e/o ad indennizzare gli investitori per il fallimento della scalata e ciò che ne è conseguito, peraltro senza attendere le risultanze delle indagini in corso, sarebbe gravissimo e sorgerebbero ulteriori interrogativi.
Il Governo bulgaro è in possesso di elementi certi secondo i quali la Starcom Holding avrebbe subìto un torto, meritando un sostegno incondizionato senza attendere le risultanze che emergeranno dai Tribunali? In caso contrario, direttamente o indirettamente, starebbe facendo da spalla a chi potrebbe aver commesso degli illeciti, creando al contempo un danno incalcolabile al nostro Paese. Sembra un’ipotesi inverosimile.
È quindi urgente che venga chiarito al più presto cosa è successo, sia sul piano giudiziario, che politico / amministrativo. Se a fine maggio ci sarà la conclusione delle indagini, come preannunciato dal Segretario di Stato per la Giustizia, a breve emergeranno nuovi elementi di valutazione. Tenuto conto altresì che il nostro Paese potrebbe doversi sottoporre alla decisione di un arbitrato a Washington, è doveroso che vengano rese note anche le ragioni per le quali l’investitore bulgaro sia stato accolto a braccia aperte. Ricordo infatti di avere letto sui quotidiani alcuni stralci di una lettera inviata ai soci, da parte dell’allora Presidente dell’Ente Cassa di Faetano, dai quali emergeva come si affermasse esserci un ampio consenso all’operazione, sia a livello politico che da parte delle Autorità preposte al rilascio della autorizzazioni.
Nel frattempo, questo nuovo ostacolo allontana le possibilità di sviluppo economico che l’Accordo di Associazione all’UE porta con sé, oltre a rappresentare una gogna mediatica che spaventa gli investitori.
C.s. – Enzo Merlini – Segretario Generale CSdL


