San Marino. La Commissione Politiche Giovanili nella giornata mondiale per la prevenzione del suicidio: “Prevenire significa esserci, prima”
In occasione della Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio, la Commissione per le Politiche Giovanili vuole unirsi alla riflessione che oggi attraversa anche la nostra Repubblica. Parlare di salute mentale significa affrontare un tema delicato, complesso, che richiede rispetto e responsabilità. Significa soprattutto comprendere che non possiamo occuparci del disagio soltanto quando diventa emergenza. Dobbiamo imparare a parlarne prima.
Prima che una difficoltà diventi isolamento.
Prima che chiedere aiuto sembri impossibile.
Prima che una persona possa sentirsi senza alternative.
Come Commissione sentiamo una responsabilità particolare nei confronti delle nuove generazioni. Il benessere psicologico dei giovani non può essere affrontato attraverso semplificazioni, giudizi o slogan. Richiede ascolto, competenze, servizi accessibili e una rete capace di coinvolgere famiglie, scuola, professionisti, associazioni, mondo dello sport e istituzioni. Ma richiede anche qualcosa di apparentemente semplice e che, ancora oggi, semplice non è: creare una società nella quale sia possibile dire “non sto bene”. Chiedere aiuto non deve essere percepito come una debolezza. Dobbiamo contribuire a costruire una cultura nella quale riconoscere una propria difficoltà e rivolgersi a qualcuno diventi normale e nella quale, dall’altra parte, ci siano persone e servizi preparati ad ascoltare e accompagnare verso il supporto adeguato. L’imminente discussione in Consiglio Grande e Generale dell’Istanza d’Arengo dedicata alla creazione di un sistema integrato di prevenzione del suicidio e di supporto alle persone in crisi psicologica ed emotiva rappresenta un’occasione importante per riportare il tema della salute mentale al centro dell’attenzione pubblica.
Come Commissione riteniamo fondamentale che questo confronto guardi con particolare attenzione anche alle nuove generazioni e alla necessità di costruire strumenti capaci di intercettare precocemente fragilità, solitudini e richieste di aiuto. Non possiamo aspettare che siano sempre i giovani a trovare il coraggio, le parole o gli strumenti per chiedere aiuto. Anche noi adulti dobbiamo imparare ad accorgerci, ad ascoltare senza giudicare e, soprattutto, a sapere indirizzare verso chi possiede le competenze per intervenire. Per questo riteniamo importante rafforzare il dialogo tra istituzioni, servizi sanitari, scuola, famiglie, associazioni, realtà sportive e tutti quei luoghi nei quali i giovani trascorrono una parte significativa della propria vita. La prevenzione non può essere responsabilità di un solo soggetto. Deve diventare una responsabilità di comunità.
Come Commissione per le Politiche Giovanili vogliamo fare la nostra parte, continuando a promuovere ascolto, confronto e attenzione verso il benessere delle nuove generazioni e collaborando con istituzioni, servizi e professionisti affinché i giovani conoscano sempre meglio gli strumenti e le realtà alle quali possono rivolgersi quando attraversano un momento di difficoltà. La salute mentale deve diventare parte ordinaria delle politiche rivolte alle nuove generazioni e non un tema del quale ricordarsi soltanto davanti a un’emergenza o a una tragedia. Perché prevenire significa certamente poter contare su servizi adeguati e professionisti preparati. Ma significa anche costruire una comunità capace di vedere, ascoltare e non lasciare indietro nessuno.
Non soltanto oggi. Prima. Ogni giorno.


