San Marino. Esito dei test di verifica della conoscenza della Storia e delle Istituzioni sammarinesi. Le risposte più curiose
Nella giornata del 30 settembre, la Commissione esaminatrice per il test di conoscenza della storia e delle Istituzioni sammarinesi, composta, ai sensi del Regolamento 19 marzo 2026 n. 4, dal Direttore degli Affari Istituzionali e Interni, dal Direttore del Dipartimento Affari Esteri e dal Direttore del Dipartimento Istruzione e Cultura, ha provveduto alla correzione delle prove svoltesi sabato 26 settembre.
Le operazioni si sono svolte in modo regolare e senza alcuna criticità. La Commissione desidera rivolgere un sentito ringraziamento all’Università degli Studi della Repubblica di San Marino, alla Direzione della Funzione Pubblica, alle Forze dell’Ordine e a tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione delle attività.
I test sono stati sostenuti da 105 richiedenti, dei quali 87 hanno conseguito esito positivo. I candidati che non hanno superato la prova potranno ripeterla nella prossima sessione, prevista per fine novembre, indicativamente il giorno 21 – previa conferma. Il Dipartimento Affari Istituzionali e Interni sta provvedendo alla comunicazione degli esiti ai diretti interessati.
La prova consisteva in 15 domande a risposta multipla ed era considerata superata con almeno due terzi di risposte corrette. Il superamento del test costituisce requisito obbligatorio: l’attestato dovrà essere presentato insieme alla domanda di naturalizzazione, che va inoltrata agli Uffici di Stato Civile – Servizi Demografici ed Elettorali.
Le domande erano variegate e di diversi livelli di difficoltà: dalle più semplici (ad esempio: «Quanto dura l’incarico reggenziale dei Capitani Reggenti?») a quelle più complesse (ad esempio: «Quali soggetti sono legittimati a richiedere la verifica di legittimità costituzionale di una legge in via diretta davanti al Collegio Garante?»).
Il risultato testimonia una buona preparazione dei candidati. Non sono mancate diverse prove perfette, con 15 risposte corrette su 15 domande. Qualche disattenzione si è comunque registrata, e vale la pena segnalarne alcune per il loro tratto curioso: il Monte Titano indicato come dono dell’Imperatore Diocleziano a San Marino, l’acquisizione nel 1463 dei castelli di Urbino, Pesaro e Gradara, e Ulisse Balsimelli, molto gettonato come compositore dell’Inno di San Marino.
Per i futuri cittadini il test è anche un momento identitario e formativo. Confrontarsi con le origini della Repubblica, con la sua storia millenaria e con l’assetto delle sue istituzioni significa iniziare a sentirsi parte di una comunità. Sono conoscenze fondamentali perché ogni aspirante cittadino possa esercitare pienamente i diritti e adempiere consapevolmente ai doveri connessi alla cittadinanza sammarinese.
«Vedere oltre cento persone affrontare questa prova con serietà e preparazione è un segnale che ci incoraggia. Il nuovo percorso di naturalizzazione nasce per questo: non aggiungere un ostacolo, ma dare un senso compiuto al momento in cui una persona chiede di diventare sammarinese. Conoscere la nostra storia, da Marino alla Libertas, e comprendere come funzionano le nostre istituzioni significa fare propri i valori su cui la Repubblica si regge da oltre millesettecento anni. La cittadinanza non è solo uno status giuridico, ma un patto tra una comunità e chi decide di farne parte. La nuova legge ha voluto rafforzare questo patto, ancorandolo alla consapevolezza. Il test non è un punto d’arrivo, ma l’inizio di un cammino condiviso. A tutti i futuri cittadini rivolgo il mio benvenuto e l’invito a sentire questa storia come propria, perché da domani sarà anche la loro a essere scritta» ha dichiarato il Segretario di Stato Andrea Belluzzi


