Politica

La cooperazione tra Andorra e San Marino sta già portando effetti positivi. L’Orazione Ufficiale della Ministra Imma Tor Faus

Distinte Autorità
Eccellenze,
Signore e signori,

È per me un grande onore essere oggi qui, nella Serenissima Repubblica di San Marino, in occasione dell’investitura dei nuovi Capitani Reggenti.

Vorrei innanzitutto rivolgere ai Capitani Reggenti le mie più sincere congratulazioni e formulare loro i migliori auguri per l’esercizio dell’alto incarico che oggi assumono.

Questa cerimonia rappresenta un momento di grande significato istituzionale. Ed essere qui tra di voi oggi ha anche per il mio Paese e per me un significato particolare, perché ci permette di celebrare una storia che, pur essendo diversa in molti aspetti, presenta sorprendenti parallelismi con quella della Repubblica di San Marino.

San Marino e Andorra sono due realtà europee profondamente radicate nella storia del nostro continente. Due piccoli Stati che hanno saputo preservare, attraverso i secoli, la propria identità, le proprie istituzioni e la propria sovranità.

La storia di San Marino è, a questo riguardo, eccezionale. La tradizione dell’Arengo, le prime istituzioni comunali, gli Statuti e, dal 1243 (mille duecento quaranta tre), la presenza dei due Capitani Reggenti come Capi dello Stato, testimoniano una straordinaria continuità istituzionale.

Anche Andorra ha conservato, nel corso dei secoli, istituzioni proprie e una forma di sovranità del tutto particolare, fondata sul sistema del Co-principato.

È proprio questa capacità di adattarsi ai cambiamenti della storia senza rinunciare alla propria identità che, a mio avviso, costituisce uno dei tratti più affascinanti che accomunano i nostri due Paesi.

Le nostre storie dimostrano che la dimensione territoriale non determina la capacità di un Paese di esistere, di evolvere e di contribuire alla costruzione dell’Europa.

Ed è proprio a partire da questa esperienza storica condivisa che desidero affrontare oggi il ruolo dei piccoli Stati sulla scena internazionale.

Andorra e San Marino non sono soltanto due piccoli Stati europei dotati di uno straordinario patrimonio storico.

Siamo anche due Stati moderni e sovrani, pienamente impegnati nella comunità internazionale e determinati a contribuire attivamente ad essa.

Le nostre storie ci ricordano che la sovranità non si misura in chilometri quadrati, così come l’influenza non si misura esclusivamente in base alla popolazione o al peso economico.

Signore e Signori,

La storia recente di Andorra offre un esempio particolarmente significativo della capacità di adattamento di un piccolo Stato a un contesto in evoluzione.

Nel corso dei secoli, Andorra ha sviluppato le proprie istituzioni attraverso un graduale processo di adattamento. Tuttavia, nella seconda metà del XX secolo, le profonde trasformazioni economiche e sociali resero sempre più urgente l’esigenza di modernizzare il nostro assetto istituzionale e di definire con maggiore chiarezza la nostra posizione nel contesto della comunità internazionale.

Il Consiglio d’Europa ha svolto un ruolo particolarmente importante in questo processo.

San Marino era entrato a far parte dell’Organizzazione il 16 novembre 1988, poco prima della caduta del Muro di Berlino. Andorra ha seguito il suo esempio il 10 novembre 1994, in un contesto europeo profondamente mutato a seguito della fine della Guerra Fredda, della caduta del Muro di Berlino e dello scioglimento dell’Unione Sovietica.

Si trattava di un periodo in cui il Consiglio d’Europa stava aprendo le porte a un numero crescente di nuove democrazie, ponendo la democrazia, i diritti umani e lo Stato di diritto al centro di una nuova architettura europea.

Per Andorra, l’adesione al Consiglio d’Europa non è stata quindi una semplice adesione a livello internazionale. Si inseriva in un più ampio processo europeo volto al consolidamento della democrazia e al rafforzamento delle istituzioni e dei valori condivisi.

Già prima dell’adozione della Costituzione nel 1993, Andorra stava progressivamente sviluppando le proprie relazioni con le istituzioni europee.

L’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha seguito con grande attenzione la situazione ad Andorra e ha incoraggiato il Principato ad avviare le riforme istituzionali necessarie per avvicinare il proprio sistema agli standard europei.

A questo proposito, la relazione redatta dal parlamentare spagnolo Lluís Maria de Puig ha rivestito particolare importanza.

La risoluzione n. 946 del 1990 dell’Assemblea parlamentare chiedeva, tra l’altro, l’adozione di una Costituzione scritta che sancisse i diritti e le libertà, rafforzasse le istituzioni democratiche e chiarisse la ripartizione delle competenze tra le istituzioni del Principato.

Questo impegno europeo ha contribuito a una più ampia comprensione, sia all’interno di Andorra che tra i Co-principi, della necessità di un’evoluzione istituzionale che preservasse l’identità storica di Andorra, adattandola al contempo alle esigenze di uno Stato europeo moderno.

La Costituzione del 1993 ha segnato un passo decisivo.

Ha consolidato Andorra come co-principato parlamentare, fondato sullo Stato di diritto, sulla democrazia e sulla tutela dei diritti fondamentali, preservando al contempo l’istituzione storica dei Co-principi.

Il 10 novembre 1994, Andorra divenne membro del Consiglio d’Europa. Si è trattato di una pietra miliare fondamentale nella nostra integrazione europea e nel consolidamento del nostro impegno per i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto.

La trasformazione istituzionale è stata accompagnata da una trasformazione economica altrettanto importante.

Il processo di integrazione europea stava già modificando il contesto in cui si inseriva Andorra. L’adesione della Spagna alla Comunità Europea nel 1986 ha rafforzato la necessità per Andorra di instaurare un rapporto stabile e prevedibile con lo spazio economico europeo.

La risposta fu l’Accordo di unione doganale con la Comunità Economica Europea, firmato nel 1990 ed entrato in vigore il 1° gennaio 1991.

Tale accordo ha istituito un’unione doganale per gran parte delle merci oggetto dell’accordo e ha fornito un nuovo quadro di riferimento per le relazioni economiche di Andorra con la Comunità Europea.

Si trattò di un primo passo importante in un processo graduale di integrazione europea.

Da allora, Andorra ha sviluppato una fitta rete di relazioni con l’Unione Europea attraverso una serie di accordi in diversi settori, avvicinando progressivamente la nostra legislazione e il nostro quadro economico e istituzionale all’acquis europeo.

Oggi stiamo compiendo un altro importante passo avanti.

L’Accordo di Associazione negoziato da Andorra e San Marino insieme all’Unione Europea rappresenta, sotto molti aspetti, la logica prosecuzione di questo graduale processo di avvicinamento.

Si tratta di un risultato particolarmente significativo: due Stati caratterizzati da identità storiche uniche nel loro genere hanno scelto di negoziare insieme un nuovo rapporto, salvaguardando al contempo la propria sovranità e le rispettive peculiarità istituzionali.

Nel mese di luglio di quest’anno, il Consiglio dell’Unione Europea ha autorizzato la firma e l’applicazione provvisoria dell’Accordo di Associazione con Andorra e San Marino. Si tratta di una pietra miliare importante sia per i nostri paesi che per le nostre relazioni con l’Unione Europea.

Questa esperienza ci insegna anche qualcosa di importante: essere un piccolo Stato non significa essere isolati.

Al contrario, può incoraggiarci a cercare collaborazioni, a costruire ponti e a lavorare insieme.

Oggi, tuttavia, ci incontriamo in un contesto internazionale molto diverso.

L’Europa e il mondo stanno vivendo un periodo di profonda incertezza geopolitica.

Il ritorno della guerra nel continente europeo, la crescente concorrenza strategica, gli attacchi contro l’ordine internazionale basato sul diritto e le nuove minacce alle nostre società ci hanno ricordato che la pace e la sicurezza non possono essere date per scontate.

L’Europa sta quindi rafforzando la propria capacità di proteggere i suoi cittadini, le sue istituzioni e i suoi valori.

In questo contesto, quale può essere il contributo specifico dei piccoli Stati?

La risposta è: più di quanto a volte ci si possa aspettare.

I piccoli Stati hanno un territorio, una popolazione e risorse limitati.

Ma abbiamo una voce.

Possiamo avere credibilità.

Possiamo agire come facilitatori del dialogo.

Siamo forti difensori del diritto internazionale e del multilateralismo.

E possiamo ricordare alla comunità internazionale che ogni Stato, indipendentemente dalle sue dimensioni, ha diritto alla sovranità, all’integrità territoriale e all’indipendenza politica.

Per Andorra questi principi non sono astratti, ma costituiscono i principi fondamentali dell’ordine internazionale.

Per questo motivo Andorra continuerà a difendere la pace e la risoluzione pacifica delle controversie.

Continueremo a sostenere la sovranità e l’integrità territoriale degli Stati.

Continueremo a porre i diritti umani al centro della nostra politica estera, con particolare attenzione ai diritti delle donne e dei bambini.

Continueremo a promuovere lo sviluppo sostenibile, la tutela dell’ambiente e la salvaguardia degli ecosistemi montani.

E continueremo a difendere la diversità culturale e linguistica e il multilinguismo, che non rappresentano ostacoli alla cooperazione internazionale, ma costituiscono uno dei maggiori punti di forza dell’Europa e del mondo.

Queste priorità rivestono un significato particolare per Andorra, poiché la nostra identità è strettamente legata alle nostre montagne, alla nostra cultura e alla nostra lingua.

Vi sono inoltre ambiti specifici in cui la nostra voce può rivelarsi particolarmente utile.

Un paese piccolo non ha bisogno di parlare ad alta voce.

Deve parlare in modo chiaro, coerente e con convinzione.

È per questo motivo che credo che San Marino e Andorra si trovino davanti un’opportunità significativa.

La nostra cooperazione sta già producendo risultati tangibili.

La negoziazione congiunta dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea è forse l’esempio più evidente.

Ma non è l’unico.

Nel 2025, durante i Giochi dei Piccoli Stati d’Europa ospitati da Andorra, abbiamo avuto l’opportunità di riunire i Capi di Stato e di Governo e di rafforzare il dialogo in merito alle sfide e alle opportunità che i nostri paesi devono affrontare.

A tale incontro è seguito un costante dialogo politico, culminato anche nella riunione dei Capi di Stato e di Governo tenutasi a New York nel settembre 2026.

Questi incontri sono preziosi perché ci consentono di trasformare le nostre esperienze condivise in posizioni comuni e, quando opportuno, in azioni congiunte.

Dovremmo continuare su questa strada.

Dovremmo lavorare in stretta collaborazione all’interno delle organizzazioni internazionali.

Dovremmo scambiarci esperienze e migliori pratiche.

Dovremmo individuare i settori in cui convergono i nostri interessi e le nostre priorità.

E, ove possibile, dovremmo far sentire le nostre voci insieme.

Signore e signori,

Le sfide che ci troviamo ad affrontare sono sempre più globali.

Il cambiamento climatico non si ferma alle nostre frontiere.

Le minacce alla pace e alla sicurezza non si fermano alle nostre frontiere.

Le sfide ai diritti umani, alla democrazia, allo Stato di diritto ed al diritto internazionale non si fermano alle nostre frontiere.

Nessuno Stato può affrontare queste sfide da solo.

E questo è ancora più vero per i piccoli Stati.

Le nostre dimensioni possono renderci vulnerabili.

Ma le nostre dimensioni possono anche rappresentare un vantaggio.

Possono permetterci di essere agili.

Possono permetterci di ascoltare meglio distinte voce. Possono permetterci di costruire fiducia. E possono incoraggiarci a cooperare più strettamente con gli altri. San Marino e Andorra sono sopravvissuti perché hanno saputo adattarsi senza perdere la propria identità. Oggi dobbiamo fare lo stesso. Dobbiamo preservare ciò che rende unici i nostri Paesi, rimanendo al tempo stesso pienamente aperti all’Europa e al mondo. La storia dei nostri due Paesi ci insegna che la continuità non significa immobilità. Al contrario, la vera continuità consiste nella capacità di evolvere, rimanendo fedeli alla propria identità e ai propri valori.

Egregi Capitani Reggenti,

Nel momento in cui assumete il vostro mandato, desidero esprimere ancora una volta, a nome del Governo di Andorra e a titolo personale, le nostre più sentite congratulazioni e i nostri migliori auguri di successo. Possa il vostro mandato essere contraddistinto da saggezza, dedizione, e da un forte impegno nei confronti dei valori che uniscono i nostri due Paesi. E possano Andorra e San Marino continuare a camminare insieme: come due piccoli Stati, ma anche come due partner europei consapevoli e determinati, impegnati a favore della pace, della sovranità, dei diritti umani, dello sviluppo sostenibile e della cooperazione multilaterale. Perché i nostri Paesi possono essere piccoli per dimensioni. Ma insieme, e con i nostri partner, possiamo fare in modo che il nostro contributo conti.

Viva San Marino
Viva Andorra.
E viva l’amicizia e la cooperazione tra i nostri due Paesi.

Grazie mille!