San Marino. RF: prima il risparmio, poi la salute? I cittadini meritano chiarezza
Abbiamo letto con attenzione i comunicati di questi ultimi giorni legati alla prevenzione del tumore mammario e in particolare la lettera di una signora operata al seno che manifestava preoccupazione perché, al fine di contenere la spesa, il Comitato Esecutivo dell’ISS avrebbe richiesto all’Unità Operativa Complessa (UOC) di Radiologia del nostro ospedale l’ampliamento a due anni dell’attuale frequenza annuale delle mammografie di screening.
Una preoccupazione più che lecita visti i risultati che la senologia ha raggiunto in questi ultimi anni e le tante vite salvate, anche a San Marino, grazie agli esami radiologici come ecografie, mammografie, risonanze magnetiche. In particolare lo screening mammografico annuale, che San Marino adotta come standard migliorativo rispetto a quello con cadenza a due anni attuato in Italia, ha permesso di ottenere risultati eccezionali per quello che riguarda la prevenzione. Ed allora quando si parla di salute Repubblica Futura ritiene che occorra essere chiari, che non servano rassicurazioni retoriche, risposte formali e svianti: servono solo risposte precise agli interrogativi che sono stati sollevati. Niente altro.
Il Direttore Sanitario dott. Bertolini, nella sua complessa risposta, sostiene in definitiva che nessuna decisione in merito è stata ancora presa; ma è vero o non è vero che ai medici radiologi è stato posto un obiettivo di budget di contenimento della spesa che contemplava il passaggio della frequenza dello screening mammografico dall’attuale anno a due anni? Perché una cosa è certa: un obiettivo di budget, che nessuna seria dirigenza pone pour parler, è già una decisione presa. Egli parla della necessità di analizzare i dati prima di giungere a qualsiasi determinazione: ma la sottoposizione di questi dati da parte dei medici è avvenuta successivamente alla richiesta dei nuovi obiettivi, per dimostrarne l’infondatezza e la pericolosità, oppure, come ci si aspetterebbe, gli obiettivi sono stati posti dopo le analisi dei risultati relativi allo screening annuale condivise con l’UOC di radiologia? Repubblica Futura riterrebbe gravissimo se si fosse verificata la prima ipotesi: da una parte una dirigenza impegnata in una gestione algebrica della spesa sanitaria senza tenere in minima considerazione i risultati conseguiti sul campo dai medici che adottano standard più elevati a tutela della salute delle donne, e dall’altra parte alcuni professionisti che contestano coi numeri obiettivi già decisi rinunciando per questo anche a parte del loro stipendio. Ci chiediamo: se la vicenda non fosse stata portata all’attenzione dell’opinione pubblica e se la decisione “ancora non presa” fosse stata accettata senza colpo ferire dallo staff medico, il nuovo protocollo sarebbe già operativo? La discussione, magari sui risultati della decisione “ancora non presa”, sarebbe forse stata rimandata di qualche mese quando qualche donna si sarebbe accorta della riduzione della frequenza dello screening?
Sulla nocività degli esami radiografici, evidenziata nella sua risposta dal dott. Bertolini, abbiamo raccolto informazioni dagli esperti: una mammografia moderna, con un mammografo di ultima generazione come quello in dotazione all’ospedale di San Marino, espone ad una dose di radiazioni equivalente a quelle ambientali per un volo Milano-New York, ed è una delle metodiche radiologiche con più bassa emissione, tanto che, in caso di urgenza, può essere eseguita in totale sicurezza anche in gravidanza.
Una delle conseguenze dell’esame mammografico biennale già verificabile in Italia è appunto il ricorso alla sanità privata proprio nell’intervallo tra una mammografia e l’altra. Questa è la strada che dovremo seguire?
La sanità sammarinese è stata uno dei più encomiabili traguardi raggiunti e questi tentativi di rincorrere modelli italiani – perpetrati più volte – non vanno bene.
Tutta questa incertezza, questa nave senza capitano “politico” crea un’atmosfera, una situazione sanitario/politica alquanto fragile.
Inoltre il Segretario di Stato per le Finanze Marco Gatti, già insediato anche alla Segreteria alla Sanità in un momento di transizione per la malattia del Segretario Mariella Mularoni, ha oggi visto prorogarsi l’interim fino alla fine di agosto. Come può farsi carico di due Segreterie così complesse, una delle quali sta languendo e ha urgente bisogno di aiuto?
Le ripercussioni nei vari settori sanitari e socio sanitari non mancheranno, anzi l’esempio sopra descritto ne è una prova inconfutabile fin da oggi.
Repubblica Futura


