Fabbri a Monaco: «Lo sport deve essere un luogo in cui i bambini imparano a superare i propri limiti, non un luogo in cui vengono violati i loro diritti»
Il Segretario di Stato è intervenuto alla 19ª Conferenza dei Ministri responsabili dello Sport del Consiglio d’Europa. Al centro del contributo sammarinese la Legge n. 115/2025, le politiche di safeguarding e la formazione per contrastare violenze e abusi sui minori
La tutela dei minori nello sport non può limitarsi a una dichiarazione di principio, ma deve tradursi in responsabilità precise, strumenti di prevenzione e azioni concrete. È questo il messaggio portato dal Segretario di Stato per lo Sport, Rossano Fabbri, alla 19ª Conferenza dei Ministri responsabili dello Sport del Consiglio d’Europa, svoltasi il 4 novembre nel Principato di Monaco e dedicata al tema “Safer and Healthier Sport for All Children” (Uno sport più sicuro e più sano per tutti i bambini).
La Conferenza, ospitata presso il Grimaldi Forum, ha riunito rappresentanti istituzionali, responsabili delle politiche sportive ed esperti internazionali per un confronto sulle strategie necessarie a prevenire e contrastare violenze e abusi, tutelare la salute fisica e mentale dei giovani e garantire ambienti sportivi sicuri, inclusivi e rispettosi dei diritti. I lavori sono stati aperti dal Principe Alberto II di Monaco e dal Segretario Generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset.
Nel corso della sessione mattutina, dedicata alla costruzione di un impegno comune per uno sport più sicuro e salutare, il Segretario Fabbri ha illustrato l’esperienza della Repubblica di San Marino, soffermandosi in particolare sulle misure legislative introdotte per rafforzare la protezione delle persone, soprattutto dei più giovani.
Un riferimento centrale è stato dedicato alla Legge 23 settembre 2025 n. 115, recante disposizioni finalizzate al contrasto della violenza di genere e degli abusi su minori in ambito sportivo. Il provvedimento ha introdotto un sistema di sospensione cautelare dall’attività sportiva e dirigenziale per i soggetti condannati in primo grado a una pena restrittiva della libertà personale non inferiore a un anno, per reati riconducibili alla violenza di genere e agli abusi su minori.
La portata innovativa della norma risiede anche nel rapporto tra giustizia ordinaria e ordinamento sportivo: una condanna pronunciata dall’autorità giudiziaria ordinaria determina conseguenze cautelari all’interno dell’organizzazione sportiva, senza dover attendere il passaggio in giudicato della sentenza.
Una scelta particolarmente significativa per una realtà come quella sammarinese, nella quale le dimensioni contenute della comunità sportiva comportano spesso la condivisione di spazi, attività e relazioni tra persone di età e ruoli differenti.
L’autonomia dello sport, ha sottolineato Fabbri, rappresenta un valore da rispettare, ma non può mai prevalere sulla tutela della dignità, della sicurezza e dell’integrità delle persone, soprattutto dei più giovani.
«Lo sport deve essere un luogo in cui i bambini imparano a superare i propri limiti, non un luogo in cui vengono violati i loro diritti» ha affermato il Segretario di Stato, ribadendo che la protezione dei giovani atleti deve tradursi in responsabilità concrete e strumenti efficaci, capaci di garantire ambienti sportivi realmente sicuri.
Nel suo intervento, Fabbri ha inoltre evidenziato come la risposta normativa debba necessariamente essere accompagnata da un impegno costante sul piano della prevenzione e della formazione. In questa direzione si colloca la politica di safeguarding adottata dal Comitato Olimpico Nazionale Sammarinese, insieme alle iniziative di sensibilizzazione sviluppate con le Federazioni sportive.
Particolare rilievo è stato attribuito alla collaborazione con il CONI italiano, che ha consentito di promuovere percorsi formativi rivolti a dirigenti, tecnici, operatori sportivi e studenti. Un’esperienza che testimonia il valore della cooperazione internazionale e dello scambio di competenze e buone pratiche, soprattutto per le realtà sportive di dimensioni più contenute.
La sfida, ha rimarcato il Segretario di Stato, consiste nel rendere queste garanzie parte integrante della quotidianità sportiva, attraverso la formazione continua, procedure di segnalazione accessibili, risposte adeguate alle situazioni di rischio e una crescente attenzione alla salute mentale e alla voce dei giovani atleti.
Nel corso della sessione pomeridiana, dedicata alla traduzione degli impegni politici in misure concrete, Fabbri ha illustrato anche le prospettive della riforma dell’ordinamento sportivo sammarinese, attualmente all’esame del Consiglio Grande e Generale.
Il progetto prevede il rafforzamento della cooperazione tra istituzioni pubbliche e movimento sportivo, una maggiore integrazione del movimento paralimpico negli organismi di governo dello sport e il potenziamento delle strutture organizzative a sostegno delle Federazioni e delle associazioni sportive.
Particolare attenzione è stata dedicata al principio secondo cui l’inclusione non deve limitarsi alla possibilità di praticare sport, ma deve tradursi in effettiva partecipazione, rappresentanza e pari dignità. In questo contesto, la riforma prevede la presenza di un rappresentante del movimento paralimpico nel Comitato Esecutivo e la valorizzazione delle attività rivolte alle persone con disabilità nell’assegnazione dei contributi alle Federazioni.
Il Segretario di Stato ha inoltre richiamato la necessità di garantire alle associazioni sportive, soprattutto a quelle di base e di dimensioni più contenute, adeguati strumenti di formazione, competenze specialistiche e sostegno organizzativo, valorizzando al tempo stesso il ruolo fondamentale del volontariato.
La sicurezza e il diritto allo sport di ogni bambino non possono dipendere dalle dimensioni o dalle disponibilità economiche dell’organizzazione sportiva alla quale appartiene.
La Conferenza si è conclusa con l’adozione della risoluzione ministeriale “Safer and Healthier Sport for All Children and Young People”, finalizzata a rafforzare l’impegno comune degli Stati nella tutela dei diritti, della salute e del benessere dei bambini e dei giovani attraverso lo sport.
La partecipazione della Repubblica di San Marino ha rappresentato un’importante occasione per condividere le misure già adottate, illustrare le prospettive di sviluppo del sistema sportivo nazionale e contribuire al confronto europeo sulle politiche di tutela, prevenzione e inclusione.
«Proteggere i nostri giovani significa proteggere il futuro dello sport e, attraverso lo sport, il futuro delle nostre comunità» ha concluso Fabbri.
Segreteria di Stato per l’Industria, il Commercio, l’Artigianato, la Ricerca Tecnologica, le Telecomunicazioni e lo Sport


