Italia e Mondo

Terremoto a Washington: i Democratici conquistano la Camera e il Senato, disfatta per Trump

Il voto del 3 novembre si è trasformato in un durissimo referendum contro la Casa Bianca di Donald Trump, ribaltando gli equilibri di potere a Washington e ridisegnando completamente i prossimi due anni di legislatura negli Stati Uniti

Le urne delle elezioni di metà mandato del 2026 consegnano agli Stati Uniti uno scenario politico radicalmente trasformato. Con uno spoglio ancora in corso ma proiezioni ormai consolidate, il Partito Democratico ha inflitto una pesante sconfitta ai Repubblicani, ottenendo il controllo totale del potere legislativo al Campidoglio.

Secondo le proiezioni diffuse dai media statunitensi, tra cui quelle riportate dal Sole 24 Ore, i Dem si assicureranno una solida maggioranza di circa 255 seggi alla Camera e almeno 54 seggi al Senato. Si tratta di un’ondata blu che certifica il forte malcontento degli elettori verso le politiche portate avanti dall’amministrazione Trump nella prima metà del mandato.

Gli Stati chiave decidono la corsa. La vittoria democratica è passata attraverso la riconquista dei principali collegi in bilico del Paese. Come evidenziato negli aggiornamenti in tempo reale delle varie televisioni, sono stati i risultati negli Stati chiave a spingere i Dem oltre la soglia della maggioranza.

Tra i successi più significativi spicca la vittoria in Michigan del democratico Abdul El-Sayed, che ha battuto il rivale repubblicano Mike Rogers in una corsa al Senato ad altissima tensione. L’alta affluenza alle urne, spinta anche da oltre 14 milioni di cittadini che hanno usufruito del voto anticipato per posta o di persona, ha premiato la mobilitazione della base democratica, fortemente motivata a esprimere un voto di scontento verso l’attuale presidenza.

Un Congresso ostile per la Casa Bianca. Per Donald Trump si apre ora la fase più complessa del suo mandato. Negli ultimi comizi prima del voto, il Presidente aveva già paventato lo spettro di un Congresso a trazione democratica, evocando ironicamente per se stesso il ruolo di “Mister Veto” per bloccare le iniziative legislative dell’opposizione.

Tuttavia, con la perdita di entrambe le Camere, la Casa Bianca vedrà drasticamente ridotto il proprio raggio d’azione: stop alle riforme radicali, il controllo dem bloccherà l’agenda legislativa ed economica dei conservatori; potere di indagine, le commissioni parlamentari passeranno in mano ai Democratici, che potranno avviare inchieste formali sull’operato dell’amministrazione e del suo staff; nomine federali, la maggioranza dem al Senato complicherà la ratifica di futuri giudici federali e cariche governative.

In controtendenza rispetto alle passate contestazioni elettorali, Trump ha rilasciato una prima dichiarazione a caldo, affermando di essere «disposto ad accettare i risultati» emersi dalle urne. La netta affermazione democratica, pur confermando la profonda polarizzazione degli Stati Uniti, apre fin da subito le grandi manovre in vista della successione presidenziale.