Politica

San Marino. Rete. Si pensa al trenino ma non a scuole ed asili. Sogni ed emozioni che sanno solo di aria fresca

“Sogni ed emozioni” sono il motore della politica attuale e degli investimenti di questo governo, meravigliosamente esemplificati dall’allungamento del binario (morto) di Città, che qualche scudiero sprovvisto di senso del ridicolo chiama “ferrovia” senza arrossire. Un “sogno” il cui costo, vale la pena ricordarlo, si avvicinerà al milione di euro.
Dietro a questa spesa non c’è un programma infrastrutturale o un vero progetto turistico, o industriale, non c’è uno studio sul rapporto costi/benefici: non c’è nulla. In compenso ci sono tante “emozioni”: il trenino bianco-azzurro è tornato! Ora collegherà la “stazione” (i bagni pubblici) ad un vicolo cieco, avanzando fra ali plaudenti di folla e Segretari di Stato che salutano benevolenti dal finestrino come la regina Elisabetta in visita alle colonie britanniche. Non vorremmo turbare i nostri augusti governanti, né interferire nella loro perenne propaganda elettorale. Ci mancherebbe. Ci permettiamo di fare notare loro che le risorse pubbliche sono limitate e che i soldi destinati all’allungamento del binario morto si sarebbero potuti spendere altrove. Raccogliendo le segnalazioni di tante famiglie, ad esempio: informiamo i capotreni governanti che nelle scuole e nei centri estivi si muore di caldo. I bambini e gli educatori sono costretti a passare settimane di fuoco in ambienti dove la temperatura supera costantemente i trenta gradi e nei periodi torridi rasenta i quaranta.
Comprendiamo bene che intervenire strutturalmente sulle scuole sia poco fotogenico. Non si possono imbastire fastose inaugurazioni e l’aria fresca non può neppure essere oggetto di inquadrature hollywoodiane, come invece avviene per il maestoso incedere del trenino. Bisogna poi considerare che i bambini nei centri estivi, per effetto della decrescita demografica, sono sempre di meno e soprattutto non hanno diritto di voto! Nonostante tutto ciò, riteniamo necessario sollecitare il Governo ad intervenire urgentemente per adeguare gli edifici scolastici al cambiamento climatico in atto: le estati sono (e saranno) sempre più calde ed è dovere dello Stato tutelare con interventi strutturali il benessere e la salute degli scolari e di tutti i lavoratori coinvolti, senza aspettare che qualcuno collassi. Nel frattempo, constatiamo con dispiacere che altre sono le priorità governative: agli educatori dei centri estivi, ai bambini e alle loro famiglie non resta che attaccarsi… al trenino, sperando che, almeno quello, abbia l’aria condizionata. Ciuf-ciuf!