San Marino. Nuova condanna per il Titano alla Cedu. La seconda sul caso Simoncini
Arriva da Strasburgo una nuova pesante condanna per San Marino. Pesante perché riguarda vicende recenti, quasi attuali, e attesta ancora una volta il mancato rispetto dei diritti fondamentali, un difetto nel quale, quando si perseguono finalità più politiche o di potere che di giustizia, inciampano gli Stati e i Tribunali. E il Titano, al di là dei proclami,
non è estraneo da questo. La nuova sentenza riguarda di nuovo il cosiddetto “caso Simoncini”, che potrebbe essere con più pertinenza ribattezzato “persecuzione Simoncini”, alla luce di quanto accaduto e delle pronunce CEDU che stanno arrivando. (…)
La prima condanna
Giova ripercorrere innanzitutto la condanna arrivata poco più di un mese fa, a metà febbraio, relativa
all’indecorosa azione messa in piedi dalla allora maggioranza poi applicata in sede di consiglio giudiziario all’epoca composto da togati e non togati politici, e utilizzata nelle pronunce successive. Strasburgo in quella sentenza ha di fatto messo a nudo un sistema che, attraverso una norma retroattiva pareri legali su commissione, ha deliberatamente eluso i principi fondamentali del giusto processo per rimuovere magistrati sgraditi, ripristinare un assetto favorevole a una determinata linea (…)
La nuova condanna
La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha pubblicato ieri la nuova condanna nei confronti della Repubblica di San Marino nel caso Simoncini v. San Marino (ricorso n. 3106/24). Al centro della decisione, la violazione dell’Articolo 6 § 1 della Convenzione Europea, che garantisce il diritto a un equo processo. Diritto che è stato violato a causa di vizi procedurali e carenze motivazionali riscontrati nei procedimenti disciplinari a carico di un magistrato sammarinese.
Anche qui, seppure, meno ingente della prima condanna, il ristoro economico previsto è
complessivamente di 14.500 euro che lo Stato dovrà pagare. (…)
Fonte: L’informazione di San Marino


