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San Marino. Attiva-Mente sul Protocollo Oviedo: la decisione finale è nelle mani del Comitato dei Ministri

Ci siamo, è giunta l’ora decisiva. Dopo anni di discussioni, prese di posizione e mobilitazioni in tutta Europa, la questione del Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo è arrivata al momento più importante: quello in cui si decide davvero da che parte stare.

La campagna promossa da molte organizzazioni, tra cui il European Disability Forum (EDF) e Mental Health Europe (MHE), è giunta al suo passaggio finale, quello che può determinare se questo testo verrà definitivamente fermato oppure se il suo percorso proseguirà.

In questi anni, la posizione è stata chiara e sempre più forte. Le organizzazioni di persone con disabilità, gli utenti e sopravvissuti alla psichiatria, gli esperti delle Nazioni Unite e numerose istituzioni europee hanno espresso una contrarietà netta a un Protocollo che rischia di legittimare trattamenti e ricoveri involontari basati sulla disabilità, in evidente contrasto con la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Non è un caso che anche l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa abbia recentemente espresso un parere negativo, chiedendo di abbandonare questa strada e di investire invece in sistemi di salute mentale fondati sui diritti, sul consenso e sull’autodeterminazione.

Il processo non è ancora terminato: manca un passaggio, quello decisivo. La scelta finale spetta al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa. Sarà questo organo a decidere se ritirare definitivamente il Protocollo oppure se portarlo avanti, assumendosi la responsabilità di una scelta che avrà conseguenze profonde sul piano dei diritti umani in Europa.

È per questo che, proprio in questi giorni, in tutti i Paesi membri, le organizzazioni stanno facendo pervenire ai propri Ministri degli Esteri e della Salute – o degli Affari Sociali – lettere con contenuti condivisi in tutta Europa, che stanno arrivando ai Ministri competenti, chiedendo con forza di sostenere il ritiro del testo. Un’azione coordinata, che riflette una posizione ampia e consolidata e richiama i Governi a rispettare gli impegni assunti a livello internazionale.

Anche noi ci uniamo simbolicamente a questa richiesta, attraverso questo canale, consapevoli che questo è il momento più importante. Non si tratta solo di un documento, ma della direzione che si vuole dare alle politiche sulla salute mentale: continuare a tollerare la coercizione oppure costruire sistemi realmente fondati sulla libertà, sul supporto e sul rispetto della persona.