San Marino. SDS Canti in Commissione presenta il Regolamento che disciplina il recupero dei mancati o ritardati versamenti contributivi
Onorevoli Commissari,
in riferimento al Progetto di Legge “Misure urgenti per la trasparenza e gli ammanchi contributivi e per i fenomeni distorsivi dell’economia” che stiamo dibattendo è opportuno rammentare che nel 2025 sono stati approvati due articoli, in due provvedimenti legislativi differenti, che hanno la medesima finalità dei primi articoli di questo Progetto di Legge e perseguono, in senso generale, il contrasto al fenomeno dei mancati versamenti dei contributi previdenziali.
Nello specifico, le predette discipline legislative sono:
- l’art. 6 (Sospensione e revoca della licenza per mancato versamento oneri previdenziali e sociali) della Legge 3 marzo 2025 n.30. L’articolo 6 dispone, la sospensione dell’autorizzazione ad operare in caso di mancato pagamento dei contributi ISS e FONDISS iscritti a ruolo, sia nei confronti di operatori economici sia di persone fisiche titolari di autorizzazione ad operare, per tredici mensilità o comunque ogni qualvolta il valore della vera sorte iscritta a ruolo superi i 100.000,00 euro. Decorsi poi novanta giorni correnti da provvedimento di sospensione, qualora non vi sia stato l’integrale adempimento del pagamento, che può intervenire anche attraverso la sottoscrizione di una dilazione di pagamento, l’Ufficio Attività Economiche dispone la revoca. Entro novanta giorni dalla revoca subentra la liquidazione volontaria, in mancanza il Commissario della Legge procede alla Liquidazione d’ufficio su segnalazione dell’Ufficio Attività Economiche;
- l’art. 8 (Comunicazione dei contributi non pagati) della Legge 22 dicembre 2025 n.158. Questo articolo prevede che l’ISS effettui una comunicazione ai lavoratori subordinati nel caso in cui vi sia il mancato versamento dei contributi previdenziali per tre mensilità, anche non consecutive, sia per quanto riguarda il primo pilastro sia per il secondo pilastro FONDISS.
A tal proposito l’Istituto per la Sicurezza Sociale, con la finalità di disciplinare le modalità operative di attuazione delle predette disposizioni normative, ha elaborato e proposto una bozza di Regolamento che disciplina e definisce i criteri applicativi volti al computo delle mensilità relative al mancato pagamento dei contributi previdenziali, sia per il primo pilastro (ISS) che il secondo pilastro (FONDISS), iscritti a ruolo, nei confronti di operatori economici anche persone fisiche, che determinano la sospensione dell’autorizzazione ad operare, prevista dall’art. 6 della Legge 30/2025 e disciplina inoltre le modalità operative per l’attuazione dell’art. 8 della Legge 158/2025 definendo le procedure di comunicazione che l’ISS adotta nei confronti dei lavoratori subordinati in adempimento alla medesima disposizione.
Il Regolamento, nel dettaglio, disciplina anche il recupero dei mancati e ritardati versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali attraverso piani di ratizzazione, al fine di favorire l’adempimento volontario delle obbligazioni pecuniarie entro un tempo massimo di dodici mesi, in cui il debito contributivo deve essere integralmente saldato compreso delle penalità e degli interessi di mora stabiliti e calcolati ai sensi dell’art. 44, comma 3 della Legge 13 dicembre 2005 n.179 e successive modifiche. Qualora il soggetto debitore non adempia al piano di rateizzazione concordato, l’Ufficio provvede all’iscrizione a ruolo delle somme non riscosse di cui appunto ISS e FONDISS sono creditori. Se invece non è possibile definire il piano di rateizzazione l’Ufficio provvede direttamente all’iscrizione a ruolo entro il quadrimestre successivo alla scadenza del termine previsto per il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.
È bene precisare anche che una volta che le somme dovute a titolo di mancato versamento siano state iscritte a ruolo, con conseguente trasmissione al Dipartimento Esattoria di Banca Centrale, ISS e FONDISS non hanno più facoltà di stipulare piani di rateizzazione, né di procedere, al di fuori di alcuni casi previsti all’art. 16 comma 3, 49, 63, 77 e 85 della Legge n.70/2004, al discarico del ruolo.
Nel Regolamento si dà atto, infine, della possibilità di elaborare una proposta di revisione dell’apparato sanzionatorio in materia di mancato o ritardato versamento dei contributi previdenziali e assistenziali da parte della Direzione Amministrativa dell’ISS per rivedere gli importi delle sanzioni oggi ritenute insufficienti e quindi non più idonee qualora un contribuente non provveda al versamento dei contributi previdenziali.
Tale Regolamento ritengo doveroso condividerlo oggi durante i lavori di questa Commissione e successivamente effettuare un confronto di presentazione dello stesso a tutte le associazioni datoriali ed economiche affinché possa essere condiviso prima che sia adottato dal Congresso di Stato.
Inoltre, si rammenta che stante quanto previsto all’art. 7 (Trasparenza dei versamenti contributivi) della Legge n.30/2025 c.d. “Legge sviluppo”, l’ISS comunica al Consiglio per la Previdenza, ogni invio a ruolo esattoriale riferito al mancato versamento dei contributi previdenziali, al fine di ogni azione ritenuta utile alla tutela del credito vantato dal Fondo Pensioni e tale Organo collegiale ha legittimazione attiva per verificare lo stato del credito.
Si rappresenta che l’ISS nell’ambito delle rispettive competenze in materia previdenziale, esercita l’attività di vigilanza e controllo atta a garantire il rispetto dei diritti e degli obblighi in materia previdenziale e contributiva, mentre l’Ufficio per il Lavoro e le Politiche Attive nell’esercizio delle proprie funzioni, anche in collaborazione con altre Unità Organizzative dell’Amministrazione, oltre ai Corpi di Polizia, pone in essere attività di vigilanza e controllo sul rispetto della normativa in materia di lavoro, accertando violazioni attraverso ispezioni amministrative e verifiche documentali, adottando poi i dovuti provvedimenti (prescrittivi e sanzionatori) previsti dall’ordinamento.
E’ notizia di questo giorni, diffusa attraverso un comunicato stampa congiunto tra Segreteria di Stato per la Giustizia e Segreteria di Stato per il Lavoro che l’ISS e l’Ufficio per il Lavoro e le Politiche Attive, nell’ambito di cooperazione e collaborazione tra gli Uffici dell’Amministrazione Pubblica ai sensi dell’art. 41 della Legge 7 agosto 2017 n.94, hanno siglato un “Accordo fra Uffici” che costituisce un elemento di rilevante valore strategico ai fini del miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza delle attività di controllo, consentendo allo stesso tempo, l’ottimizzazione delle risorse nonché l’innalzamento della qualità degli interventi con maggior efficacia attraverso una miglior condivisione delle informazioni. Attraverso tale Accordo è previsto che:
- via sia una programmazione congiunta delle attività di controllo;
- si attui la predisposizione, con cadenza annuale di un “Piano dei Controlli” relativo all’anno successivo, con definizione delle priorità e linee di intervento;
- scambio di informazioni utili attraverso report con cadenza trimestrale;
- possibilità di avviare i controlli sulla base di “segnalazioni qualificate” provenienti dalle Organizzazioni Sindacali, qualora siano circostanziate e supportate da elementi che ne consentono la preliminare valutazione;
- svolgimento di una prima valutazione entro 30 giorni con riscontro formale al soggetto segnalante, ma nel rispetto della piena autonomia di ISS e ULPA;
- reciproca autorizzazione all’accesso delle rispettive banche dati per rendere più rapido il reperimento di informazioni necessarie allo svolgimenti dell’azione amministrativa coordinata;
- le parti si impegnano a fornire supporto tecnico-operativo, affiancamento e formazione;
- attività congiunte di analisi e approfondimento per uniformare criteri e impostazione dei verbali di accertamento;
- coordinamento dell’attività sanzionatoria nelle rispettive competenze;
- obbligo di stretta riservatezza per i dati e le informazioni scambiate in attuazione dell’Accordo.
Vorrei altresì comunicare che nella giornata di ieri la Segreteria di Stato per la Giustizia con delega alla Previdenza ha provveduto a dare riscontro all’interpellanza presentata in data 18 febbraio 2026 dal movimento civico Rete, sono stati comunicati tutti i dati richiesti con la stessa interpellanza e per citarne alcuni:
– I lavoratori autonomi della Gestione Separata residenti che non sono in regola con i versamenti per il primo pilastro sono n. 495 per un totale di euro 822.299,78=, mentre per il FONDISS sono n.396 per un totale di euro 140.513,17.
I lavoratori autonomi della Gestione Separata non residenti non in regola con i versamenti per il primo pilastro sono n. 2.074 per un totale di euro 4.695.291,89, mentre per il FONDISS sono n. 1.584 per un totale di euro 722.925,25=.
Con riferimento alle suddette posizioni debitorie l’ISS ha rappresentato di aver già provveduto all’iscrizione a ruolo ed all’avvio della fase di riscossione coattiva tramite l’Esattoria di Stato di Banca Centrale della Repubblica di San Marino ai sensi della Legge 25 maggio 2004 n.70 e successive modifiche.
– Gli Operatori Economici (OE) che non versano contributi da più di 3 mesi, per il primo pilastro sono n.143 per un totale di euro 1.101.524,42= mentre per FONDISS sono n.135 per un totale di euro 154.285,63.
Gli Operatori economici che non versano contributi da più di 6 mesi negli ultimi 5 anni, per il primo pilastro sono n.258 per un totale di euro 6.001.219,67= mentre per il FONDISS sono n.248 per un totale di euro 871.170,52.
L’importo dovuto dai primi quindici maggiori debitori per il primo pilastro ammonta a euro 2.087.779,80= mentre per FONDISS è di euro 284.519,52.
Per motivi di rispetto della Legge 21 dicembre 2018 n.171 “Protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento di dati personali” e, comunque, per tutela della riservatezza ed immagine del soggetto giuridico coinvolto, non è possibile comunicare i nomi dei debitori.
Visto tutto quanto poc’anzi descritto ed esplicato, e richiamandone i contenuti, si ritiene di dover respingere il Progetto di Legge “Misure urgenti per la trasparenza e gli ammanchi contributivi e per i fenomeni distorsivi dell’economia” presentato dal Gruppo Consiliare Movimento Civico Rete.


