San Marino. Decoro come bene pubblico. Al via i controlli per ripristinare immobili degradati. Ci sono le leggi e ci sono i soldi per gli incentivi ai privati
di Angela Venturini.
Il decoro è una forma di rispetto verso le persone, l’ambiente e luoghi abitati. Tanto più necessario e vincolante se il sito urbano è nella lista UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Il decoro è dunque un bene pubblico, perché riguarda le facciate di palazzi e abitazioni, le coperture e gli infissi, le insegne, le ringhiere, le aree verdi.
“Non è semplicemente un valore estetico” spiega il Segretario al Territorio Matteo Ciacci nel corso di una conferenza stampa convocata per illustrare le novità su questo specifico settore. “Il decoro non è neanche un dettaglio, ma è parte del valore riconosciuto dall’Umanità. Fino ad oggi, il degrado dei singoli immobili è stato tollerato e non sono stati fatti controlli sistematici. Adesso si cambia”.
Tutto parte da un’indagine dall’UPAV “Ufficio Prevenzione Ambiente e Vigilanza” che ha fotografato
in modo sistematico lo stato di conservazione degli immobili ricadenti nel perimetro UNESCO del Centro Storico Monte Titano e Buffer Zone (cioè Borgo Maggiore). Ma anche dalla considerazione che le leggi ci sono (spesso dimenticate nei cassetti, e quindi dormienti): bisogna solo applicarle! Ci sono anche i soldi, perché in diversi anni passati non sono stati spesi. Si parla di circa 4 milioni a disposizione.
E allora è partito l’ordine: diamoci da fare; sia per una questione di orgoglio nazionale, sia per gli obblighi comunque insiti nella dichiarazione UNESCO.
Da domani prendono il via le prime misure operative: controlli più rigorosi su tutto il perimetro UNESCO e avvio delle procedure sanzionatorie nei confronti dei proprietari privati inadempienti. E siccome lo Stato deve fare la sua parte (anzi deve dare l’esempio), parallelamente è stato istituito uno specifico capitolo di bilancio destinato alla rimessa in funzione degli edifici fatiscenti, per dimostrare la piena concretezza dell’impegno che si vuole mettere nella cura degli immobili.
Al rigore dei controlli si affianca il sostegno ai proprietari: restano infatti a disposizione i Decreti Delegati n. 86/2010 e n. 87/2010, che prevedono mutui agevolati fino al 60% della spesa (fino a un massimo di €150.000) per interventi su centri e nuclei storici, e sugli edifici monumento del Sito UNESCO. Lo Stato copre rispettivamente il 65% e il 100% degli interessi. In sedici anni i due strumenti hanno permesso di autorizzare complessivamente oltre 5,7 milioni di euro di interventi, con più della metà del volume storico del Decreto 87 concentrato solo negli ultimi quattro anni. È una conferma della loro efficacia, che la Segreteria di Stato intende ora rilanciare, in particolare per il Decreto 86, ancora sottoutilizzato in diverse
annualità, affinché l’aumento dei controlli sia accompagnato da un accesso concreto ai fondi
disponibili.
Il lavoro dell’UPAV si inserisce nel Piano Gestionale della Commissione Unesco, e in un sistema di collaborazione che coinvolge anche l’Ufficio Pianificazione Territoriale ed Edilizia, gli Istituti Culturali e la Commissione per la Conservazione dei Monumenti, chiamati a proseguire il monitoraggio congiunto dello stato di conservazione degli immobili, per garantire interventi tempestivi nei casi di maggiore criticità, ma anche per avere costantemente il polso della situazione nel Paese.
“Avere un bene iscritto nella lista Unesco – commenta alla fine il Segretario Ciacci – è motivo di orgoglio, ma è anche una responsabilità di tutti”.
Certamente, l’estetica non è il primo obiettivo, anche se è quello più appariscente. Va comunque ricordato che il decoro urbano è l’insieme delle condizioni estetiche, igieniche e funzionali che rendono una città pulita, ordinata e gradevole da vivere. Rappresenta la dignità degli spazi pubblici e unisce il rispetto delle regole civiche alla cura condivisa di strade, piazze e giardini da parte di cittadini e istituzioni. Ed sicuramente un forte disincentivo al degrado e alla sporcizia.



