Politica

San Marino. L’affermazione dei diritti civili non può sottostare alle (presunte) convenienze politiche

di Angela Venturini.

I diritti esistono se abbiamo la forza di sostenerli” (Emma Bonino). È un concetto che tocca un punto centrale della filosofia del diritto e del realismo politico, poiché esprime una visione pragmatica: un diritto non è solo un principio morale, ma necessita di un potere coercitivo (dello Stato o della comunità) per essere effettivamente garantito ed esercitato.

È quanto aveva chiesto l’Associazione 121 presentando tre istanze d’arengo, tutte dedicate al riconoscimento di diritti civili, esaminate, discusse e votate nella sessione consiliare attualmente in corso. 121 San Marino è un punto di riferimento per la comunità LGBT+, impegnata a promuovere l’inclusione e la parità di diritti. In particolare, con l’istanza catalogata al n. 47 chiedeva la definizione di una disciplina della rettifica del genere nei registri e nei documenti dello Stato Civile per le persone che hanno intrapreso un percorso di affermazione di genere. L’Istanza n. 48 era relativa alla registrazione degli atti di nascita e adozione formati all’estero, anche da famiglie omogenitoriali. L’istanza n. 49 poneva il tema del riconoscimento della seconda figura genitoriale e dell’adozione del figlio del partner, ma senza atti prodotti all’estero.

In pratica, tutte chiedevano la definizione giuridica di situazioni esistenti all’interno di una società che cambia e che ha cominciato a superare pregiudizi che un tempo erano steccati insormontabili. Chi scriveva con la mancina aveva la “mano del diavolo”. Lo stesso chi era polidattilo (sei dita). Chi era storpio, o solo strabico, era sicuramente affetto da degenerazione morale. Peggio ancora era considerato un qualsiasi handicap, spesso frutto di peccati inconfessabili, così le famiglie tenevano nascosti i figli “non normali”. Sulla differenza del genere femminile rispetto a quello maschile, frutto di superstizioni religiose, culturali e di vecchie teorie pseudoscientifiche, ci sono montagne di letteratura. Non tutto è stato ancora superato dalla “cultura della normalità” e del rispetto della tradizione.

Gli argomenti proposti da 121: delicati, complessi, attualissimi e divisivi, invitavano il legislatore a guardare in faccia la realtà e a sanare certe lacune normative che pesano come un macigno sulla vita quotidiana di molte persone. Ormai intollerabili in una comunità che si definisce democratica, accogliente e rispettosa dei diritti.

In effetti, non veniva chiesto uno stravolgimento dei valori fondanti la comunità sammarinese, né la concessione di privilegi, ma l’introduzione di una procedura amministrativa rapida, trasparente e garantista.

La Repubblica di San Marino è priva di un quadro legislativo organico e le persone interessate si trovano in un limbo giuridico ed amministrativo guidato soltanto dalla buona volontà di avvocati e magistrati, dovendo ricorrere ad azioni giudiziarie in tribunale in assenza di norme chiare che affermino un diritto esigibile. Come invece ormai accade in tutti i Paesi a democrazia avanzata.

Quando poi il riconoscimento coinvolge un bambino/a, che esiste, a dispetto di qualsiasi credenza e convinzione, tanto più deve esistere una legge che lo tutela. Il suo è un diritto universale, che dovrebbe essere più forte di ogni cosa.

Ma il Consiglio Grande e Generale ha dato tutt’altra immagine. L’Istanza d’Arengo n. 47 è stata approvata a maggioranza.

L’Istanza d’Arengo n. 48 è stata approvata a maggioranza.  

L’Istanza d’Arengo n. 49 è stata respinta con 14 voti favorevoli, 23 contrari e 14 astenuti.

Per la 48 e la 49 sono stati presentati due ordini del giorno, votati trasversalmente dall’Aula, che rimandano ai prossimi mesi l’approfondimento dell’argomento. Qualche Consigliere non li ha neanche votati. Molto giustamente, a parere di chi scrive, perché le istanze d’arengo vanno approvate o respinte, non sottoposte a tentativi mistificatori o a rimandi temporali, che poi non vengono mai rispettati. Il Consiglio si deve prendere la sua responsabilità in un caso o nel suo contrario. Punto. Questo chiedono i cittadini. Se no è pura ipocrisia.

San Marino ha riconosciuto le unioni civili dal 2018. Oggi la realtà ci pone una domanda ulteriore: come tuteliamo i bambini che crescono all’interno di queste famiglie? Con un ODG che non si sa quando e a cosa approderà?

Guardando il risultato della votazione dell’Aula sull’istanza n. 49, si vede la sua profonda spaccatura ideologica: ogni tipologia di voto ha il suo colore politico ed emerge chiaramente che a guidare qualche scelta non sono state le convinzioni di base, ma una presunta convenienza politica. In parole molto semplici: alcuni voti favorevoli sono venuti anche dalle frange di destra (più conservatrice) e alcuni voti contrari (forse troppi) sono venuti anche dalle postazioni della sinistra, che dovrebbe essere più progressista.

Ma nella società queste spaccature non esistono. Essa è molto più avanti del Parlamento, non frenata da ideologismi superati o da pseudo convenienze politiche. L’esempio del referendum sull’interruzione volontaria di gravidanza, rimane illuminante. Ma forse qualcuno se l’è già scordato!