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San Marino. Rete sulla Variazione di Bilancio: è documento serio o la lista dei desideri di un governo in tilt?

Il Governo definisce la Variazione di Bilancio “un intervento tecnico”, invece dietro a questa formula si nascondono precise scelte politiche, che si tradurranno in nuovi costi per tutti.
Il debito pubblico aumenta di altri 50 milioni e si trascura la collocazione sul mercato interno per prediligere quello esterno. Si cominciano inoltre a scontare le conseguenze economiche del pastrocchio bulgaro legato alla vendita di Banca di San Marino, con lo stanziamento di 2 milioni per le prime spese legali.
Per mesi il Governo ha liquidato la vicenda come un “fatto privato”, invece non lo è visto che la Repubblica, cioè tutti i cittadini sammarinesi, sarà chiamata a coprire i costi dell’arbitrato: 2 milioni rappresentano il 4% dell’ultima emissione obbligazionaria, tanto per capirci.
Intanto la maggioranza continua a cianciare di ospedale, data center, inceneritore, strade e bacino idrico, progetti da decine di milioni che, nei numeri della variazione, non hanno alcuna copertura.
È un documento contabile serio o la lista dei desideri di un Governo in tilt?
La sanità perde pezzi, nelle scuole adibite a centri estivi si boccheggia per il caldo e la pressione fiscale aumenta, ma per pagare gli avvocati del “caso bulgaro” i soldi si trovano. Poco importa se gli errori nella gestione di quella vicenda siano imputabili a chi detiene il potere: il conto, come sempre, lo paga la collettività.

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