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Partito Socialista: La vicenda Accordo di associazione all’U.E. sta assumendo aspetti tragicomici

La vicenda Accordo di associazione all’U.E. sta assumendo aspetti tragicomici. Quella che gli assertori di “questo Accordo” amano definire un atto epocale, che doveva chiudersi al più presto, sta diventando una vera e propria tela di Penelope. C’è sempre qualcosa che non va; c’è sempre una novità; c’è sempre un inciampo e quel che il Segretario di Stato agli Affari Esteri ci dice, rassicurante, qualche giorno prima degli appuntamenti internazionali sull’Accordo, viene regolarmente smentito dai fatti.
Dopo lo stop imposto dalla Bulgaria, che ha fatto saltare la settimana scorsa il voto COREPER, organismo europeo, la storia si è ripetuta qualche giorno addietro, quando nella riunione EFTA i bulgari hanno riconfermato la posizione e, il giorno successivo, il COREPER ha fatto slittare nuovamente la votazione prevista. Grazie alla linea politica estera seguita soprattutto in questi ultimi anni, la nostra Repubblica è stata trascinata in una posizione di debolezza evidente, che la costringe ad attendere le decisioni degli altri. Ed abbiamo fatto tutto da soli. Anni di trattative per rimanere bloccati in mezzo al guado inermi, con strade davanti a noi, nella migliore delle ipotesi, obbligate.
Ben altra dignità rappresenta la posizione del Principato di Andorra, compagno di viaggio dell’Accordo di associazione all’U.E. Andorra, di fronte ad una trattativa con il colosso Europa, ha dichiarato di non voler assolutamente adottare l’Accordo in via provvisoria, mentre San Marino, per bocca del Segretario di Stato competente istituzionalmente ha dichiarato di voler unilateralmente adottare l’Accordo in via provvisoria. Andorra, quando avrà la certezza delle decisioni europee, procederà ad un referendum popolare prima di rendere eventualmente operativo l’Accordo; a San Marino, il Governo, di referendum non vuole sentire neppure parlare per paura di perderlo. Sono due modi diametralmente opposti di affrontare le stesse tematiche: uno a difesa della dignità di Andorra che si esprimerà in modo definitivo, lasciando l’ultima parola al proprio popolo, solo dopo che l’Europa avrà definito la propria posizione; l’altro con in mano bandiera bianca, dentro un imbuto, inerme ed in completa balia della volontà dei 27 paesi che compongono l’Unione Europea.
Poi può accidentalmente succedere che in queste dinamiche si inseriscano situazioni particolari, come la vicenda “bulgara,” che può incidere su di un processo decisionale apparentemente avulso dal contesto. Ma sia sulla questione Accordo, sia sulla vicenda della scalata a Banca di San Marino, abbiamo fatto tutto da soli, perché qualcuno, se “STRACOM” è sbarcata a San Marino, l’avrà pur portata.
Ora la questione è divenuta davvero pesante per San Marino, perché non è un fatto privatistico, come si dice, in quanto, tra le altre cose, in ballo ci sono 15 Milioni di euro sequestrati e 150 Milioni di danni preventivati nell’arbitrato richiesto da STRACOM a Washington. E se è vero che San Marino sarebbe stato posto sotto ricatto, è perché la posizione di San Marino nella trattativa con l’Unione Europea si è rivelata disastrosa e ha posto il nostro Paese in posizione di estrema debolezza.
Se il Governo di San Marino avesse percorso la strada di Andorra, oggi avrebbe tutelato al meglio la propria immagine internazionale e non avrebbe esposto il fianco a nessun tipo di ricatto.

Comunicato stampa
Partito Socialista