Politica

San Marino. DML su denatalità e aiuti alle famiglie: “Servono politiche organiche, non provvedimenti frammentari”

Il tema della denatalità rappresenta una delle principali sfide del presente e del futuro di San Marino, che occorre affrontare con la massima urgenza. Il calo delle nascite non è solo un dato statistico: significa meno bambini nelle scuole, meno giovani, meno forza lavoro e, in prospettiva, maggiori pressioni sul sistema previdenziale e sanitario. Il contrasto a questo fenomeno non può dunque essere affidato a provvedimenti isolati e frammentari, ma richiede una strategia sistematica che coinvolga servizi per l’infanzia, politiche abitative, fiscalità familiare, sostegno al lavoro e qualità della vita delle famiglie. In questo contesto, proprio oggi prendono avvio i lavori della Commissione Consiliare Permanente IV, chiamata a esaminare il progetto di legge predisposto dal Governo in materia di sostegno alla famiglia. Si tratta di un passaggio importante, che deve rappresentare un momento di confronto serio e approfondito, nella consapevolezza che il tema richiede risposte strutturali e non interventi limitati o emergenziali.

Noi di DOMANI – Motus Liberi riconosciamo che il progetto di legge contiene alcuni elementi utili, come l’introduzione del bonus bebè (elaborato dal Governo attingendo ampiamente dalla nostra proposta, da tempo sul tavolo), l’ampliamento del congedo di paternità, il rafforzamento del congedo parentale e l’adeguamento di alcune misure al costo della vita. Si tratta di segnali positivi, ma ancora insufficienti se l’obiettivo è incidere realmente sulle cause profonde della denatalità. L’obiettivo primario deve restare la costruzione di un ambiente favorevole alla scelta di avere figli, riducendo incertezze, costi e ostacoli concreti nella vita quotidiana dei nuclei familiari.

Occorre intervenire su aspetti pratici, dall’inserimento negli asili nido (anche aziendali) alle assenze per malattia dei figli, fino alla possibilità di accedere con regolarità a baby sitter, alleggerendo un carico che ricade quasi sempre interamente sui genitori. Se si vuole davvero incentivare la natalità, è però necessario andare oltre la sola dimensione economica. È indispensabile garantire un adeguato supporto alle famiglie anche dopo la nascita dei figli, attraverso servizi strutturati e accessibili. In particolare, occorre prevedere forme di sostegno psicologico e accompagnamento alla genitorialità, soprattutto per le madri, nei momenti più delicati della maternità: dall’allattamento allo svezzamento, fino alla gestione delle difficoltà emotive e relazionali che possono emergere nei primi mesi di vita del bambino. Servizi che devono essere garantiti a titolo gratuito, affinché nessuna madre si senta sola o abbandonata proprio in una fase così complessa e determinante. C’è inoltre un altro aspetto che per noi è inaccettabile. In questo provvedimento, come in tanti altri, non si prendono in esame gli svantaggi che gravano sui liberi professionisti e i lavoratori autonomi. Questi ultimi non hanno diritto a congedi, non hanno indennità, non hanno tutele. Pagano tasse e contributi, spesso anche molto impegnativi, ma quando nasce un figlio, si ammalano o hanno bisogno di assistere un bambino o un familiare, sono abbandonati a sé stessi. Se si vuole davvero invertire la tendenza alla denatalità, non si può continuare a ignorare questo importante segmento del Paese.

Sul fronte dei caregiver familiari, accogliamo con favore il riconoscimento formale della figura, ma condividiamo le criticità sollevate sull’impostazione fortemente familistica che ne emerge: la cura rischia di diventare ancora una volta una responsabilità esclusivamente interna al nucleo familiare, invece che un diritto sostenuto da servizi pubblici. Non possiamo non notare come il contingentamento a 50 casi all’anno e il tetto al milione di euro previsti trasformino ciò che dovrebbe essere un diritto in una concessione a numero chiuso. Inoltre, l’incompatibilità con altre forme di assistenza rischia di penalizzare proprio quelle famiglie che avrebbero bisogno di un modello integrato. E’ molto chiaro: il sempre più gravoso costo della vita, l’incertezza sul futuro e la difficoltà di conciliare lavoro e famiglia sono fattori profondamente connessi tra loro, con effetti rilevanti sul declino demografico. DOMANI – Motus Liberi continuerà a battersi per misure che siano realmente strutturali e non solo simboliche, affrontando il tema della denatalità con la serietà e l’impegno che merita. La direzione è chiara: una politica familiare organica, coraggiosa e davvero universale, capace di sostenere natalità, genitorialità e cura senza lasciare indietro nessuno.

c.s. DOMANI – Motus Liberi