Coriano rende omaggio a Secondo Casadei
Una mattinata di festa, musica e memoria quella vissuta oggi a Coriano con l’inaugurazione della nuova rotatoria dedicata a Secondo Casadei, nel 120° anniversario della nascita del padre del liscio e autore dell’intramontabile Romagna Mia.
Al centro della rotatoria, situata all’intersezione tra via Montescudo e via Parco del Marano, è stata collocata una suggestiva opera in corten che raffigura il profilo del Maestro mentre suona il violino, un simbolo destinato a ricordare il profondo legame tra la Romagna e la sua tradizione musicale.
Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Gianluca Ugolini, la vicesindaca e senatrice Domenica Spinelli, l’assessore alla Cultura Anna Pazzaglia, alcuni consiglieri comunali, il viceprefetto Giuseppe Mario Puzzo, il maresciallo della Stazione dei Carabinieri di Coriano, Luigi Scortechini, rappresentanti delle Forze dell’Ordine, dell’associazione La Storia di Romagna e numerosi cittadini.
Presenti anche i familiari del Maestro: la figlia Riccarda Casadei e le nipoti Letizia e Lisa, che hanno condiviso con il pubblico ricordi e aneddoti sulla vita privata e artistica di Secondo Casadei.
La cerimonia è stata accompagnata dalle esibizioni musicali del Maestro Tiziano Paganelli alla fisarmonica e della Maestra Lucia Solferino al violino, insieme all’Orchestra I Ragazzi della Romagna. Ad arricchire il momento sono state le esibizioni dei ballerini di Nirea Danze, che hanno riportato in piazza l’atmosfera delle storiche balere romagnole.
Il sindaco Gianluca Ugolini ha spiegato il significato di questa scelta, nata anche dal rapporto di stima e vicinanza costruito con la famiglia Casadei.
«È una scelta particolarmente gradita e fortemente identitaria per il nostro territorio. Dopo aver conosciuto più da vicino la storia e l’eredità di Secondo Casadei, abbiamo sentito il desiderio di dedicargli questa nuova rotatoria, perché il Maestro ha lasciato un segno indelebile nella cultura romagnola.
Nato nel 1906, ha saputo traghettare la musica della nostra terra attraverso le generazioni, trasformandola in un patrimonio condiviso che continua ancora oggi il suo cammino. Con questa intitolazione vogliamo proseguire quel percorso.
La nostra identità affonda le radici nel passato e il passato deve aiutarci a riflettere e a guardare avanti. Per questo è importante mantenere vivi i ricordi di una persona così lungimirante, che con la sua arte ha fatto conoscere la Romagna in tutto il mondo. Romagna Mia è diventata il simbolo di questa terra e continua ancora oggi a portarne il nome e i valori ben oltre i suoi confini».
Nel suo intervento, la vicesindaca e senatrice Domenica Spinelli ha sottolineato il valore dell’iniziativa per l’intera comunità.
«È un onore essere qui oggi. Quando un’Amministrazione comunale riesce a cogliere tutte le opportunità per valorizzare la propria storia e la propria identità, significa che sta lavorando nella direzione giusta. Vedere così tante persone presenti dimostra che questo percorso è condiviso e rappresenta una grande opportunità per il nostro territorio».
L’assessore alla Cultura Anna Pazzaglia ha ricordato come l’idea dell’intitolazione sia nata dalla visita, nell’aprile del 2025, alla Casa Museo di Secondo Casadei.
«Riccarda ci ha fatto entrare nel meraviglioso mondo di suo padre, fatto di musica, passione e amore per la Romagna. Da quella giornata è nata la promessa di dedicargli un luogo significativo del nostro territorio. Questa rotatoria era stata appena realizzata e ci è sembrato naturale intitolarla a Secondo Casadei».
Con grande emozione, Riccarda Casadei ha condiviso alcuni ricordi personali del padre, restituendo ai presenti il ritratto di un uomo profondamente innamorato della sua terra e della sua musica.
«Mio babbo diceva sempre che amava molto Coriano e che la gente dell’entroterra romagnolo era particolarmente cordiale e accogliente. Quando fondò la sua orchestra, nel 1928, probabilmente non immaginava che avrebbe scritto una pagina così importante della nostra storia. Tra poco quell’orchestra compirà cent’anni e speriamo di poter festeggiare insieme questo straordinario traguardo.
La musica era il grande amore della sua vita. Aveva sempre la musica nel cuore e, da figli, a volte ci sembrava di essere un po’ al secondo posto, ma era anche una persona dolcissima e piena di tenerezza nei nostri confronti.
La musica era ovunque: i gatti si chiamavano Tango e Valzer, i cani Jazz, Boogie e Bemolle, il gallo Caruso e le galline Butterfly. Anche le favole che raccontava avevano come protagoniste orchestre e musicisti».
Riccarda Casadei e la nipote Lisa hanno poi ricordato la storia di Romagna Mia, il brano che è diventato il simbolo della nostra terra.
Lisa ha raccontato che nel 1954, durante una sessione di registrazione a Milano, uno dei dodici brani previsti non poté essere inciso a causa di un problema di salute del musicista che avrebbe dovuto suonare il sax. Secondo Casadei tirò allora fuori uno spartito di riserva, intitolato Casetta Mia, ispirato alla casa di famiglia di Gatteo Mare dove trascorreva le estati. Quel brano piacque subito e venne ribattezzato Romagna Mia.
«È entrata nel cuore della gente e la gente l’ha portata in tutto il mondo», hanno ricordato Riccarda e Lisa Casadei. «Oggi viene suonata e cantata perfino alle Hawaii».
A conclusione della cerimonia, il sindaco Gianluca Ugolini ha rivolto un sentito ringraziamento ai familiari del Maestro, alle autorità civili e militari, alle associazioni, ai musicisti, agli artisti e a tutti i cittadini presenti.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto al maresciallo Luigi Scortechini, alle Forze dell’Ordine, alle maestranze che hanno contribuito alla realizzazione dell’intervento, a Milena Ferro Graphic designer per il lavoro grafico e a Roberto Romani e soci di OMZ, autore dell’opera centrale in corten che raffigura il profilo di Secondo Casadei mentre suona il violino.
Con questa intitolazione, Coriano consegna alle future generazioni un luogo della memoria dedicato a un uomo che, con la sua musica, ha saputo raccontare l’anima della Romagna e trasformarla in un patrimonio universale di identità, tradizione e appartenenza.


