Politica

San Marino. A settant’anni dal rogo di Marcinelle: la memoria delle vittime e la lezione della storia per la tutela del lavoro

L’8 agosto 1956 la miniera di Bois du Cazier, a Marcinelle, inghiottiva 262 vite. A settant’anni esatti da quel rogo sotterraneo che stravolse la coscienza europea, le Segreterie di Stato per il Lavoro e per l’Industria rinnovano il proprio solenne omaggio alle vittime. La ricorrenza richiama le istituzioni a un compito preciso: trasformare il cordoglio in scelte operative capaci di prevenire ogni rischio nelle fabbriche e nei cantieri. Negli anni del secondo dopoguerra, la comunità sammarinese visse in prima persona il fenomeno dell’emigrazione. Molti concittadini varcarono i confini del Titano per lavorare nei bacini carboniferi belgi, sulla spinta dell’accordo bilaterale sottoscritto nel 1951 e perfezionato nel 1955. La sorte volle che a Marcinelle non vi fossero vittime dirette del Titano; eppure, l’angoscia di quelle settimane e il lutto che ne seguì unirono indissolubilmente il Paese alle famiglie colpite. Una ferita condivisa che fa parte della storia collettiva della Repubblica.

«La tutela della salute nei luoghi di lavoro rappresenta l’asse portante di qualsiasi modello di sviluppo responsabile», evidenziano il Segretario di Stato per il Lavoro, Alessandro Bevitori, e il Segretario di Stato per l’Industria, Rossano Fabbri. «Ricordare la tragedia del Bois du Cazier significa affermare un principio inderogabile: la crescita economica non può mai avvenire a discapito della sicurezza. Oggi l’evoluzione tecnologica ci offre strumenti di prevenzione impensabili settant’anni fa, ma serve un impegno costante affinché la salvaguardia della persona rimanga il faro di ogni attività produttiva».

L’insegnamento che giunge da quella drammatica pagina della storia europea guida l’azione di governo a San Marino. Rafforzare i controlli nei cantieri, promuovere la formazione continua dei lavoratori e incentivare le imprese che investono in tecnologie trasforma la cultura della prevenzione in un fattore concreto di competitività. La dignità del lavoro si misura dalla capacità di proteggere chi lo svolge, ogni giorno.

Palazzo Mercuri