San Marino. Rete sulla Giochi del Titano: il governo deve spiegare quanto è accaduto
Quello che sta emergendo sulla Giochi del Titano è di una gravità preoccupante. Parliamo di un’inchiesta penale che coinvolge figure apicali di una società al 100% pubblica, con ipotesi di reato molto pesanti. Una vicenda che mina la reputazione del Paese e rischia di dissestare un asset fondamentale per il bilancio dello Stato e un centinaio di famiglie di lavoratori lì impiegati.
Il comunicato stampa del Governo è un brodino tiepido, del tutto insoddisfacente. Per questo, assieme alle altre opposizioni, abbiamo chiesto che il Congresso di Stato venga a riferire dettagliatamente e in tempi rapidi nelle sedi istituzionali competenti.
La Relazione della Commissione Antimafia aveva già acceso un faro sul settore dei giochi e sulla necessità di rafforzare i controlli. Le avvisaglie, come spesso accade, c’erano tutte. Eppure ancora una volta questo Governo ha evidenziato la propria inadeguatezza e ha dato la netta impressione di muoversi solo a buoi in fuga.
Il Segretario alle Finanze Marco Gatti come si è mosso di fronte alle criticità da tempo segnalate? Sono stati rafforzati i presidi interni? Perché, di fronte a segnali così inquietanti nulla è accaduto? Come mai è mancata la volontà politica di intervenire? Per superficialità o per cos’altro?
Questi interrogativi sollevano precise e pesanti responsabilità politiche.
Il Governo, a questo punto, deve fare una cosa sola: spiegare quanto è accaduto. Quello che invece non può fare è fingersi sorpreso dall’improvvisa esplosione di un caso imbarazzante.
I lavoratori non possono essere lasciati soli a pagare il prezzo delle responsabilità altrui. Dentro la Giochi del Titano ci sono persone, stipendi, famiglie. La priorità oggi deve essere quella di tutelare i posti di lavoro e fare piena luce sul funzionamento dei controlli interni e dei presidi antiriciclaggio.
Servono azioni concrete e chiediamo che arrivino al più presto.


