Politica

Libera: I mercati internazionali danno fiducia all’economia di San Marino

Questo il messaggio emerso mercoledì scorso, quando la Segreteria di Stato e il Dipartimento Finanze hanno scelto di proporre la cessione di 350 milioni di euro di titoli del debito pubblico.

Le richieste di acquisto, provenienti da 220 potenziali acquirenti, hanno superato i sette miliardi e mezzo di euro. La forte domanda ha consentito di diminuire in modo significativo il tasso di interesse proposto alla partenza dell’asta, attestandosi al 3,65% (era il 6,50%), nonostante si sia allungata la durata del bond da tre a cinque anni.

Per i conti pubblici un’iniezione di fiducia, ma anche un vantaggio netto rispetto alla collocazione avvenuta ormai da oltre due anni, con un risparmio di oltre 10 milioni di euro di interessi ogni anno.

Un risultato importante, in linea con gli obiettivi che prevedono anche la riduzione del debito pubblico complessivo e una graduale trasformazione del debito estero in debito interno.

Nel programma di governo è scritto: “… un approccio non graduale di tale passaggio (dal debito estero a quello interno) potrebbe causare significativi problemi di liquidità. Pertanto, è essenziale pianificare ancora il “roll over” per il debito estero, assicurandone una transizione graduale e stabile”.

Coì è avvenuto, ma in programma vi è anche una nuova emissione di titoli (50 milioni) per favorire gli investimenti finanziari interni garantendo ai risparmiatori sammarinesi sicurezza e buoni rendimenti.

La liquidità dello Stato e la capacità di ripianare gradualmente il debito offrono una stabilità al sistema che è oggi certamente migliore rispetto a quella di due anni e mezzo fa. Stabilità dovuta anche ad un netto miglioramento dei dati che provengono dal sistema bancario dove i problemi di liquidità si stanno rapidamente risolvendo, avendo la raccolta raggiunto di nuovo la quota dei sette miliardi.

Libera esprime soddisfazione per questi andamenti confermati dall’esito dell’operazione di roll over, che ha registrato risultati ben superiori alle aspettative. Si tratta di segnali positivi per il sistema Paese e per il bilancio dello Stato che potrà contare per il 2027 sulle risorse necessarie per chiudere in attivo e quindi ridurre ancora più rapidamente il debito complessivo.

Nel settore finanziario la prudenza non è mai troppa, ma i dati confermano il trend positivo dovuto:

–           alla cautela con cui si sono affrontate le problematiche in campo bancario, in particolare l’operazione relativa agli Npl e la ferma azione della vigilanza che, impedendo operazioni speculative, ha dato fiducia all’intero comparto;

–           ai risultati conseguiti dalla linea riformista che ha consentito di mettere in atto un’equa riforma tributaria capace di produrre ulteriore gettito in modo equo, senza discriminazioni e senza gravare sui redditi più bassi;

–           ad una concreta politica della spesa che ha comportato anche sacrifici per i budget delle singole Segreterie di Stato, consentendo però di prevedere la chiusura in pareggio per l’esercizio finanziario 2026.

Rafforzata la sicurezza nel sistema, anche se molto lavoro resta da fare, ora saranno più efficaci anche le scelte effettuate sul fronte dello sviluppo:

–           l’introduzione dell’ICEE consentirà una migliore e più efficace redistribuzione delle risorse a partire dal reddito reale delle famiglie, applicando la regola non solo alla distribuzione dei benefit (assegno di studio, assegni integrativi), ma adottando anche un diverso approccio al pagamento delle tariffe (luce, acqua, gas) e dei servizi (asili nido, mense scolastiche, centri estivi);

–           l’imminente legge sulla pianificazione strategica territoriale rilancerà comparti significativi dell’economia interna finalizzando gli investimenti al miglioramento delle condizioni urbane e di vita dei cittadini;

–           gli investimenti previsti (e in parte già attuati) nell’ambito delle energie rinnovabili e del regime delle acque, stanno già offrendo stimoli di ripartenza per numerosi settori dell’economia;

–           la stabilità del bilancio dello Stato consentirà il rilancio di una politica delle infrastrutture concreta, e dei servizi fondamentali della sanità e della scuola, il tutto orientato ai bisogni reali di crescita della cittadinanza;

–           la ripresa dell’economia deve essere accompagnata da un impegno forte sul fronte della politica dei redditi, per sostenere le fasce più deboli in particolare nell’alveo del precariato sia per il lavoro dipendente che autonomo, e affrontare con maggiore equità il caro vita.

Il difficile periodo di crisi economica vissuto dal Paese, e i primi spiragli per il suo superamento, confermano la scelta di Libera di dare stabilità alla politica sammarinese. Per questo motivo Libera conferma il proprio sostegno all’attuale maggioranza, nella consapevolezza che tale fiducia debba essere rafforzata ogni giorno attraverso risultati concreti, scelte coraggiose e buona politica, nell’interesse della Repubblica e dei cittadini.

Libera – San Marino