San Marino. SDS Luca Beccari: “Abbiamo 33 – 35 sammarinesi nella regione medio orientale. Li seguiamo tutti e stanno tutti bene. Due sono appena rientrati della Giordania”
di Angela Venturini
Tema centrale dell’odierna riunione del Congresso di Stato, la guerra che ha invaso tutta la regione medio orientale.
“San Marino e il governo hanno espresso fin dal principio posizioni in linea con la nostra tradizione: cercare tutte le forme possibili di risoluzione in via diplomatica e pacifica per ogni tipo di controversia” anticipa il Segretario agli Esteri Luca Beccari. “Crediamo che la guerra non sia mai una soluzione – continua – non è uno slogan ma convinzione pura, che non ci stanchiamo mai di esprimere”.
Al di là di ogni idea sulla possibile escalation militare, per il Dipartimento Esteri e la Segreteria di Stato, la prima grande preoccupazione è stata da subito la sicurezza e l’incolumità dei cittadini sammarinesi che sono in quella regione, per turismo o per altre ragioni, offrendo loro tutto il supporto e l’assistenza necessari. Il contatto è stato attivato immediatamente grazie al sito dedicato e al supporto della Centrale Interforze della Gendarmeria. “Al momento siamo riusciti a mappare 33 – 35 cittadini sammarinesi, che hanno richiesto assistenza nell’area delle operazioni militari” illustra Beccari. “Una parte di loro, 6 – 7 unità, non si trova fisicamente nei territori di guerra, ma bloccata in aeroporti di altri Paesi, ancora sicuri, dove però sono stati bloccati i voli”.
Poi ci sono persone presenti a vario titolo negli Emirati: Arabi a Dubai e Abu Dhabi, e in Qatar: “Anche queste persone hanno chiesto assistenza per il rientro – spiega il SDS – a tale proposito stiano seguendo due profili: quello con la Farnesina, con cui abbiamo sempre avuto una storica e proficua collaborazione, ma al momento sono previsti solo alcuni voli straordinari e non voli di linea. Insomma, non c’è un flusso di voli per il rientro. La seconda forma di collaborazione è con le autorità diplomatiche di quei Paesi, che ci hanno assicurato massima attenzione”.
Evidentemente bisognerà attendere che si aprano dei corridoi di sicurezza per attivare voli aerei di ritorno. Le autorità sconsigliano vivamente di cercare di raggiungere via terra aeroporti aperti, perché c’è il rischio di perdere il contatto e di attraversare territori fortemente a rischio. È molto più sicuro rimanere nelle città, in albergo o in appartamento, perché ci sono le difese atte a contrastare possibili attacchi e perché qualsiasi cosa accada ci sono soccorsi e assistenza.
“Sono appena rientrati due cittadini che erano bloccati in Giordania” riferisce Beccari, poi si sofferma sugli strumenti che servono per far funzionare al meglio il sistema di contatto e di supporto con chi si trova in quelle zone, oltre che le azioni di monitoraggio e recupero. “Chiediamo a chi si trova in quelle zone e ai loro familiari, di segnalare la presenza ai contatti indicati sul sito della Segreteria Affari Esteri, oppure registrarsi all’indirizzo: viaggiare informati, che è la piattaforma centrale; oppure alla Centrale Interforze della Gendarmeria”.
Conclude: “La cosa importante è che al momento abbiamo notizia che i nostri connazionali stanno tutti bene”. Infine, esprime a nome dell’intero governo la vicinanza a tutti i Paesi amici ed alleati che sono stati attaccati, compresa l’isola di Cipro, che ha subìto un attacco a causa della presenza di aeroporti inglesi sul suo territorio.


