Economia e Lavoro

San Marino. Maternità e nuovi diritti: le mamme si confrontano con Usl

Lunedì 10 agosto il Segretario Generale di USL Francesca Busignani, unitamente ad una rappresentanza dello staff USL, ha incontrato alcune delle 55 mamme che hanno scritto al Segretario di Stato Canti per sollecitare l’approvazione del PdL che modifica la Legge sulla Famiglia. A fronte di un PdL sicuramente foriero di miglioramenti c’è però la preoccupazione di non riuscire a beneficiarne appieno per via del forte ritardo con cui verrà approvato, presumibilmente durante il Consiglio di settembre, come è emerso dalla pronta risposta del Segretario con delega alla Famiglia. Dal punto di vista dei contenuti, la possibilità di trascorrere più tempo con il proprio bambino è stata considerata un elemento di grande novità, che testimonia finalmente un’attenzione prima assente. Le mamme hanno tuttavia sottolineato con chiarezza che i diritti riconosciuti dalla legge non devono essere presentati né percepiti come concessioni da alcuni datori. Purtroppo, in alcuni ambienti lavorativi, avanzare determinate richieste può ancora esporre al rischio di pressioni o persino di comportamenti vessatori. Ciò che dovrebbe cambiare è, prima di tutto, la mentalità di tutti i soggetti coinvolti. A San Marino esistono molti datori di lavoro sensibili e lungimiranti, ma permane il rischio di incontrare chi considera la maternità un ostacolo alla crescita professionale. In realtà è vero il contrario, anche se non sempre è facile far comprendere questo concetto: il tempo trascorso accanto al proprio figlio offre l’opportunità di crescere come persone e, di conseguenza, anche come lavoratrici. Sono moltissime le idee e le nuove consapevolezze che possono nascere durante momenti tanto delicati e importanti. Dedicare tempo, cura e presenza ai propri bambini significa inoltre contribuire alla formazione delle persone di domani, aiutandole a diventare adulti più forti, consapevoli e capaci di affrontare il futuro, senza dimenticare i benefici che questo può produrre anche sulla loro salute e sul loro benessere. Il timore dunque – hanno ribadito le mamme – è legato alla possibilità di accedere ai diritti stabiliti da una legge non ancora entrata in vigore. È infatti veramente questione di centimetri. Ci sono persone che terminano il periodo di maternità obbligatoria verso i primi giorni di settembre e che dunque non sanno ancora se rientreranno nelle nuove o nelle vecchie percentuali. Particolarmente significativa è anche l’introduzione della possibilità di richiedere il lavoro agile per i genitori e gli affidatari con figli sino ai dodici anni di età, nonché per coloro che hanno figli con disabilità, indipendentemente dalla loro età, o persone disabili o non autosufficienti nel proprio stato di famiglia. La richiesta può essere presentata quando le mansioni svolte risultano compatibili con questa modalità di lavoro. Laddove concretamente applicabile, il lavoro agile può contribuire a ridurre il tempo trascorso lontano dalla famiglia e a rendere più sostenibile l’organizzazione della vita quotidiana. Si tratta, dunque, di un aggiornamento significativo, coerente con l’evoluzione del mondo del lavoro e con le esigenze delle famiglie di oggi. Come USL saremo vigili affinché i diritti contemplati dalla Legge non restino sanciti solo sulla carta.

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