Cultura ed Eventi

Venezia, la luna… e il cinema. Dal 2 al 12 settembre la città lagunare ospita la 83ª edizione della Mostra del Cinema, cosa ci attende in sala nei prossimi mesi

Ottantatré edizioni per la manifestazione cinematografica più longeva al mondo che aprì i battenti nel 1932 (allora senza premi ma con alcuni riconoscimenti da voto del pubblico tramite referendum), diretta sempre da Alberto Barbera al suo diciottesimo mandato, kermesse dedicata alla settima arte che porta a Venezia un’ampia selezione di film da tutto il mondo, con conseguente parata di star e divi che forniscono quella patina di “glamour”, parte inevitabile di ogni festival di cinema che si rispetti. Diversi titoli in concorso li vedremo presto in sala, per altri bisognerà aspettare un po’ di più, per i titoli più “difficili” la via del cinematografo non è così scontata e la loro sorte è nelle mani dei distributori più coraggiosi e degli spettatori ad alto tasso cinefilo.

Mostra del Cinema aperta dal nuovo film di Danny Boyle, autore di “Trainspotting” e della saga horror catastrofica di “28 giorni” oltre ad aver vinto il premio Oscar per “The Millionaire” come miglior regista: in “Ink” racconta il rilancio del quotidiano “The Sun” nel Regno Unito ad opera di Rupert Murdoch e Larry Lamb nell’Inghilterra fine anni Sessanta. L’ultraottantenne Werner Herzog (è nato nel 1942) continua nel suo operato filmico e in “Bucking Fastard”, ispirandosi al suo corto del 1967 “Ultime parole”, presenta la storia di due gemelle che parlano all’unisono, interpretate dalle (vere) sorelle Mara, Rooney e Kate, accusate di stalking da Orlando Bloom, amante di entrambi. Florian Zeller, autore di “The Father”, dirige in “Bunker” la coppia Javier Bardem e Penélope Cruz nella crisi matrimoniale a seguito della progettazione di un rifugio di massima sicurezza. Alba Rohrwacher è protagonista del nuovo film di Stéphane Brizé “Un bon petit soldat” nel ruolo di una responsabile delle risorse umane in una grande azienda e Casey Affleck firma il suo terzo film, “Company”, mystery gotico ambientato negli anni ’70 che piacerà a chi ama le trame ad incastro.

Tornano Yuval Abraham e Rachel Szor, vincitori dell’Oscar per il miglior documentario con “No Other Land”, con “Naza”, girato di notte sui tetti di Tel Aviv, film che indaga sui meccanismi che hanno portato all’ eccidio di massa di civili palestinesi e come presenze italiane in concorso ci sono Paolo Strippoli con “L’estranea”, thriller psicologico con Jasmine Trinca, “The Echo Chamber” di Andrea Pallaoro, l’ultima sceneggiatura firmata da Bernardo Bertolucci pronta a “vivere” sul grande schermo con cast internazionale (Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon) e Edoardo de Angelis con “Il fuoco che ti porti dentro” con Lino Musella e Vanessa Scalera dal romanzo di Antonio Franchini, oltre a Nanni Moretti che ritorna ai testi di Eshkol Nevo, già alla base di “Tre piani“, con “Succederà questa notte” formato da diversi racconti. Martin McDonagh propone “Wild Horse Nine” con John Malkovich e Sam Rockwell agenti CIA in missione sull’ Isola di Pasqua.

Il film che farà più discutere e che avrà la vita più difficile in sala è sicuramente “DAU” di Ilya Krzhaonovsky, nato come biografia del fisico premio Nobel Lev Landau, inteso poi come opera d’arte totale dedicata alle dinamiche del totalitarismo sovietico, un progetto ideato per una serie di 15 film e sei serie televisive, ridimensionato dagli eventi legati alla pandemia ed ora pronto ad affrontare il verdetto di giuria, critici e pubblico con i suoi 210 minuti di durata ed un contradditorio da parte del ministero della cultura ucraino che non vede di buon occhio l’opera (un “affaire” come quello di qualche tempo fa alla Biennale d’Arte di Venezia) anche se il regista ha rinunciato alla cittadinanza russa ed è contro l’invasione ucraina da parte della Russia.
Non possono mancare le presenze d’Oriente come Hirokazu -Kore-eda con “Look Back” tratto da un popolare manga di Tatsuki Fujimoto, il coreano Lee Chang-dong, già autore di “Burning”, con “Possible Love” e Shin’ya Tsukamoto che in “Mr. Nelson, did you kill people?” racconta il difficile reinserimento di un soldato afroamericano nel proprio quartiere dopo i traumi subiti durante la guerra del Vietnam.
Tornano anche Ali Asgar con il suo sguardo caustico ed ironico sull’Iran contemporaneo con “Un po’ di luce” e il francese “Nicolas Parisier, già autore di “Alice e il Sindaco”, con “Un peu avant minuit” con Chiara Mastroianni. Mancava dal cinema da più di dieci anni Marco Bechis che si occupa nuovamente delle problematiche dei “desaparecidos” argentini in “Ritorno a Buenos Aires” con Adriano Giannini. Poche le donne registe in concorso, il che ha già attirato critiche al direttore (ma ci sono molte presenze al femminile nella sezione “Orizzonti” tra Alina Marazzi con “La ragazza con la Leica”, Anna Foglietta esordiente dietro alla macchina da presa con “Una storia”, la documentarista serba Jelena Maksimovic al suo debutto nella fiction con “Until the day ends” e la greca Jacquelin Lentzou che firma “A day in the life of Jo: Chapter Phaedra”): oltre a Rachel Szor co-autrice di “Naza” è presente la danese May el-Thouky con “Woman Unknown”.

Un’occhiata veloce anche ai titoli fuori concorso dove spiccano il nuovo Paul Schrader “The Basic of Philosophy” con Bill Pullman e Sofia Boutella, Giovanni Veronesi che dirige Pierfrancesco Favino in “Dio ride”, ricostruzione della vita di frate Leopoldo da Casamacchia, accusato di eresia per le sue gioiose prediche evangeliche e Gianni Amelio impegnato in “Nessun dolore” a raccontare una storia di accoglienza e tolleranza con Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea. Sempre fuori concorso si segnala la presenza di Barbara Kopple, unica documentarista a fare il bis negli Oscar con “Union Town” che indaga sulla vita dei rider, la vita musicale di Russel Crowe nel film da lui diretto “What love builds” e il documentario di Dylan Southern e Will Lovelace sulla reunion degli Oasis “Don’t look back in anger” che esce in sala in contemporanea alla Mostra. A voi la scelta.

Paolo Pagliarani