Cultura ed Eventi

San Marino. Un ponte tra cielo e terra il superbo concerto della Corale in onore di San Francesco, alla presenza della Reggenza

di Angela Venturini.

Sin dalle prime note, sembrava di essere nel presbiterio di San Miniato ad ascoltare rapiti i canti gregoriani dei monaci benedettini che cantano a cappella. I piedi per terra e l’animo per aria a guardare l’universo, come in un quadro di Magritte.

Un vero ponte tra cielo e terra ha tracciato il prezioso programma del concerto “Sia laudato San Francesco” della Corale San Marino accompagnata dall’Orchestra d’Archi dell’istituto Musicale Sammarinese, sabato sera, in Basilica. Un’occasione densa di valori, perché il concerto è stato organizzato in celebrazione nell’ottavo centenario della morte del Santo di Assisi; mentre la Corale ricorda i 20 anni dalla morte di Padre Stipa, che l’aveva diretta fino al 1992; e l’IMS celebra il suo cinquantesimo di fondazione. Una serata speciale, alla presenza della Reggenza, del Vescovo Beneventi e di un folto pubblico che ha riempito le navate della Basilica, essa stessa scrigno di storia.

Il programma dei brani eseguiti, complesso e difficile, ma di assoluto valore artistico ha proposto una sorta di panorama cronologico e stilistico delle musiche sacre dedicate a San Francesco.

Il primo: “Sia Laudato San Francesco” è una delle più celebri composizioni contenute nel Laudario di Cortona (Codice 91), un prezioso manoscritto musicale risalente alla seconda metà del XIII secolo custodito presso la Biblioteca Comunale di Cortona. L’opera rappresenta uno dei primi e più importanti esempi di genere laudistico in volgare italiano, nato per esprimere la devozione popolare in forma poetica e musicale.

La melodia originale, annotata in partitura monodica medievale, è stata oggetto di numerosi studi filologici e moderne reinterpretazioni. La Corale ne ha proposto una versione tanto elegante, quanto rispettosa della sua originalità.

Sequenza gregoriana: “O Francisco Christiforme” è uno dei canti liturgici in latino più suggestivi dedicati a San Francesco d’Assisi, storicamente interpretato da cori specializzati come I Cantori Francescani.

A differenza delle laudi popolari in volgare (come il Laudario di Cortona), questo brano appartiene alla tradizione liturgica colta in lingua latina e sviluppa un tema teologico centrale della spiritualità francescana: la perfetta conformità del Santo a Gesù Cristo perché ne ha ricalcato fedelmente la vita attraverso la povertà assoluta radicale ed evangelica, l’amore universale verso ogni creatura, il sigillo della carne tramite le stimmate, culmine visibile di questa “cristiformità”.

Costanzo Porta OFMConv: “Angelus autem Domini Descendit” è un mottetto che rappresenta una vetta della polifonia sacra tardo-rinascimentale italiana, strettamente legata alla liturgia della Pasqua. Padre Costanzo Porta, frate minore conventuale, fu uno dei massimi esponenti della Scuola Veneziana e allievo di Adrian Willaert. Il brano è basato sul testo evangelico di Matteo (Mt 28,2), utilizzato storicamente come antifona o responsorio per il mattutino o i vespri della Domenica di Pasqua.

Poi, due brani di Padre Stipa, con due testi eucaristici tra i più celebri della tradizione cristiana, ma nel contesto dei compositori appartenenti all’ordine dei Frati Minori Conventuali.

Francescantonio Vallotti OFMConv: “Miserere mei, Deus”. Questo testo rappresenta uno dei vertici della produzione sacra del Settecento legata alla tradizione dei Frati Minori Conventuali. Padre Vallotti, celebre maestro di cappella della Basilica del Santo a Padova e importante teorico musicale, compose diverse intonazioni del Salmo 50 (51) destinate principalmente alle liturgie penitenziali della Settimana Santa. Invece di concepire un’unica versione, Vallotti riscrisse e adattò questo testo sacro in momenti e tonalità differenti, strutturando le partiture per coro a quattro voci miste, quattro solisti e orchestra d’archi, come appunto è stato proposto nella scaletta del concerto.

Domenico M. Stella OFMConv: “Il Cantico delle Creature” è la più celebre e tradizionale intonazione musicale della poesia di San Francesco d’Assisi. Composta nel 1925, l’opera fu commissionata dall’allora podestà di Assisi, Arnaldo Fortini, in occasione delle imminenti celebrazioni per il settimo centenario della composizione del carme francescano. Padre Domenico Stella, all’epoca Direttore della Cappella Musicale della Basilica di San Francesco in Assisi, diede vita a una pagina musicale che è diventata l’autentica colonna sonora della cittadina umbra e della spiritualità francescana nel mondo. Il climax della partitura nella sua sezione finale ha disegnato anche l’apice di questo concerto della Corale, bellissimo, elegante, eseguito con assoluta maestria.

Il concerto di sabato sera ha unito in un unico programma sei capisaldi della musica francescana e ha rappresentato un viaggio storico e spirituale di inestimabile valore, capace di tracciare l’evoluzione della fede e dell’arte musicale dal Medioevo al Novecento attraverso la sensibilità dell’ordine francescano.

Questo ideale percorso concertistico, che si è distinto per la coerenza tematica e una rara profondità strutturale, ha offerto all’ascoltatore due chiavi di lettura complementari: la transizione linguistica, dal latino colto al volgare popolare; e la metamorfosi stilistica, dalla monodia alla polifonia grandiosa.

Un grandissimo plauso al Maestro Fausto Giacomini e a chi insieme a lui ha scelto e preparato questa scaletta, eseguita magistralmente dalla Corale e dall’Orchestra d’Archi dell’Istituto Musicale Sammarinese. Due soggetti istituzionali che rappresentano “la parte bella” di San Marino, grazie ad una professionalità e ad una passione che nulla ha da invidiare ai grandi gruppi nazionali e internazionali.