Cultura ed Eventi

Per le “Domeniche a San Leo” il professor Alessandro Marchi interverrà sulle iconografie francescane nel Montefeltro ed oltre

Curioso argomento di studio è la barba di san Francesco, eppure molti storci e amanti dell’arte ne hanno tratto approfondimenti molto interessanti, che superano l’aspetto fisico e toccano il valore che questo elemento estetico ha avuto nel tempo e nelle diverse società.

Alla barba di san Francesco è dedicato un pomeriggio di conversazione nel contesto del ciclo: “Le Domeniche a San Leo”, un’occasione speciale per approfondire la storia e l’arte di un territorio, per altro molto legato alla Verna.
L’incontro, dal titolo “La Barba di San Francesco: iconografie francescane nel Montefeltro ed oltre”, vedrà come relatore lo storico dell’arte Alessandro Marchi. Domenica 26 aprile 2026, ore 17, Palazzo Mediceo, San Leo

La rappresentazione di San Francesco d’Assisi con o senza barba non è solo una scelta stilistica, ma riflette l’evoluzione teologica e ideologica dell’Ordine francescano tra il XIII e il XIV secolo, con importanti ramificazioni nell’arte del Montefeltro e dell’Italia centrale. 

C’è una prima testimonianza diretta diTommaso da Celano, biografo del Santo, descrive Francesco con caratteristiche fisiche che includono una barba, coerentemente con le raffigurazioni duecentesche. Anche le immagini più arcaiche ritraggono il santo barbuto. Tra queste spicca l’affresco nel monastero benedettino di Subiaco (1223 circa), considerato il ritratto più antico, e la tavola di Bonaventura Berlinghieri a Pescia (1235), che mostrano un volto allungato, capelli scuri e una barba tagliata. Del resto, la barba rappresenta il santo come penitente, eremita e imitatore di Cristo, spesso associato alla corrente spirituale o rigorista dell’ordine. 

E poi arriva Giotto, che dipinge san Francesco glabro, senza barba. È quella che si chiama la “svolta giottesca, che rende il santo più giovane, gentile e vicino alla sensibilità colta, allontanandolo dall’immagine eremitica e ruvida dei primi anni. 

Piero della Francesca, nella Pala Montefeltro (o Sacra Conversazione di Brera, 1474), nata per la chiesa francescana di San Bernardino ad Urbino, ritrae San Francesco con tratti sobri e conformi alla tradizione rinascimentale, riflettendo il legame tra la spiritualità francescana e la committenza colta di Federico da Montefeltro.

Ma sulle iconografie francescane nel Montefeltro, sarà veramente interessante seguire la relazione del professor Alessandro Marchi, domenica a San Leo.

a.ve.