Francia, via libera alla legge per restituire i beni culturali sottratti durante il periodo coloniale
La Francia ha approvato una nuova legge che semplifica la restituzione ai Paesi d’origine dei beni culturali sottratti durante il periodo coloniale. Il testo è stato votato all’unanimità dall’Assemblea nazionale e introduce una novità rilevante: non sarà più necessario approvare una legge per ogni singolo caso, ma basterà il parere favorevole di un comitato scientifico internazionale per procedere con la restituzione tramite decreto.
La norma si inserisce nel percorso avviato dal presidente Emmanuel Macron, che già nel 2017 aveva indicato come prioritaria la restituzione del patrimonio africano. Secondo la ministra della Cultura Catherine Pégard, il provvedimento rappresenta un segnale importante anche a livello internazionale, favorendo un nuovo dialogo culturale tra la Francia e i Paesi interessati.
Durante il dibattito parlamentare non sono mancate le critiche, in particolare per l’assenza del riferimento esplicito alla “colonizzazione” nel testo. Alcuni deputati hanno inoltre chiesto maggiore trasparenza e responsabilità, ottenendo l’introduzione di un censimento annuale delle opere e l’impegno, per i Paesi destinatari, a garantirne la conservazione e l’accesso pubblico secondo standard internazionali.
In sintesi, la legge punta ad accelerare e rendere più chiaro il processo di restituzione, segnando un passaggio significativo nel rapporto tra la Francia e i Paesi da cui provengono molti beni culturali.
Fonte: Il Giornale dell’Arte, articolo di Anna Maria Farinato (14 aprile 2026).


