Biennale di Venezia, l’UE sospende i fondi: pesa la partecipazione della Russia
Si è arrivati alla decisione ufficiale: l’Unione Europea ha avviato la procedura per sospendere una sovvenzione da 2 milioni di euro destinata alla La Biennale di Venezia, in vista della prossima edizione della Biennale Arte 2026.
La motivazione è legata alla scelta della Fondazione di accettare la partecipazione della Russia, tornata a candidarsi dopo due edizioni di assenza successive all’invasione dell’Ucraina. Una decisione che ha acceso un forte scontro politico tra istituzioni europee, governo italiano e organizzatori.
La sospensione dei fondi, confermata dall’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura, arriva dopo settimane di tensioni e lascia solo un margine: la possibilità di revoca entro trenta giorni. Nel frattempo, però, il segnale politico è chiaro.
La Biennale ha difeso la propria posizione, rivendicando un approccio apolitico e conforme al diritto internazionale, sostenuto anche dal Comune di Venezia. Di diverso avviso l’UE, che ha ribadito come gli eventi finanziati con fondi pubblici europei debbano rispettare e promuovere valori democratici e libertà di espressione, ritenuti non garantiti nella Russia attuale.
La vicenda ha avuto ripercussioni anche a livello nazionale, con l’intervento del ministro della Cultura Alessandro Giuli e un clima di forte pressione istituzionale.
Ora resta aperta la questione economica: i 2 milioni rappresentano una cifra significativa per l’organizzazione e la loro eventuale perdita apre interrogativi su come la Biennale riuscirà a compensare il finanziamento mancante.
Fonte: Artribune, articolo di Giulia Giaume (14 aprile 2026).


