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Consiglio, al via la seconda lettura della legge sulla famiglia e contro la denatalità

Il Consiglio Grande e Generale ha avviato l’esame in seconda lettura della legge a sostegno della famiglia e per il contrasto alla denatalità. Il dibattito generale ha occupato buona parte dei lavori di martedì e si è concluso nel pomeriggio, facendo emergere una condivisione trasversale sulla necessità di affrontare il calo delle nascite, ma anche diverse valutazioni sulle misure individuate dal Governo. Casa, lavoro, salari, servizi, congedi, caregiver e applicazione dell’ICEE sono stati i principali temi affrontati dall’Aula.

Prima di aprire il comma dedicato alle politiche familiari, il Consiglio ha concluso l’esame delle modifiche alla legge del 2016 sulla libertà e attività sindacale nei luoghi di lavoro, contrattazione collettiva e diritto di sciopero. I tre articoli del progetto di legge sono stati approvati a maggioranza.

Il confronto si è quindi spostato sulla riforma della legge del 2022 dedicata alla famiglia. Il provvedimento rafforza le tutele per maternità e genitorialità, interviene sui congedi parentali e di paternità, introduce nuove protezioni per le lavoratrici e riconosce la figura del caregiver familiare. Sono previsti inoltre interventi su assegni, rette degli asili nido e servizi, insieme a una progressiva applicazione dell’ICEE.

La relatrice di maggioranza Giulia Muratori (Libera) ha definito la denatalità «una delle emergenze più gravi e complesse» per San Marino e indicato la riforma come «un investimento sociale straordinario per il welfare della nostra Repubblica». Dai gruppi di maggioranza è arrivata una valutazione complessivamente positiva, con particolare attenzione all’estensione del congedo di paternità a 20 giorni, alle tutele per le donne non occupate e le lavoratrici autonome, ai congedi, al part-time genitoriale e al caregiver.

Più critica la posizione delle opposizioni, che pur riconoscendo diversi miglioramenti hanno chiesto un intervento più ampio sulle cause che rendono difficile mettere su famiglia. Emanuele Santi (Rete) ha parlato della necessità di un vero «progetto Paese» che tenga insieme salari, precarietà, abitazione e servizi, contestando inoltre le differenze ancora presenti tra lavoratori dipendenti e autonomi e alcuni aspetti del bonus bebè, del caregiver e dell’ICEE.

Anche la casa è stata uno dei temi ricorrenti del dibattito. Diversi consiglieri di opposizione hanno sostenuto che bonus e sostegni economici rischiano di non essere sufficienti se non vengono accompagnati da politiche per l’accesso all’abitazione, maggiore stabilità lavorativa e un recupero del potere d’acquisto. Miriam Farinelli (Rf) ha parlato della costruzione di una famiglia come di uno «sforzo titanico» per molti giovani, mentre Michela Pelliccioni (Gruppo Misto), annunciando il voto favorevole alla legge, ha chiesto politiche abitative più incisive per gli under 35.

Discussione anche sulle tutele riservate alle diverse categorie di lavoratori. Gaetano Troina (D-ML) ha sollevato il problema delle minori garanzie per autonomi e professionisti, parlando del rischio di avere «genitori di Serie B». Altri interventi hanno chiesto una maggiore uniformità nell’accesso a congedi e strumenti di conciliazione tra famiglia e lavoro.

Un altro capitolo ha riguardato l’ICEE, destinato ad avere un ruolo crescente nell’accesso alle prestazioni. Nicola Renzi (Rf) ha espresso il timore che, senza controlli adeguati, lo strumento possa penalizzare il ceto medio e favorire chi non fa emergere completamente redditi e patrimoni. Critiche sull’attuale funzionamento dell’ICEE sono arrivate anche da Santi.

Il confronto ha riguardato anche il metodo con cui il testo è arrivato in seconda lettura. Matteo Casali (Rf) ha contestato il numero di modifiche ed emendamenti intervenuti durante l’iter, arrivando a definire il progetto «un vero e proprio blob». Critiche analoghe sono arrivate da altri esponenti dell’opposizione. La maggioranza ha invece difeso le modifiche apportate, sostenendo che il lavoro svolto ha permesso di ampliare le tutele previste inizialmente.

Tra i temi più discussi anche il caregiver familiare. Il riconoscimento della figura è stato valutato positivamente sia in maggioranza sia da diversi esponenti della minoranza, mentre sono state sollevate perplessità sul limite iniziale previsto per l’accesso alla misura.

A difendere il provvedimento è stato il segretario di Stato Stefano Canti, secondo cui la riforma arriva dopo circa un anno e mezzo di «studio, analisi, ascolto e confronto». Canti ha ricordato che nei primi otto mesi del 2026 a San Marino sono state registrate 88 nascite, contro le 106 dello stesso periodo del 2025, e che l’indagine sociologica avviata dall’Ufficio di Statistica ha raccolto 2.100 questionari completi. Il segretario ha comunque precisato che nessuna legge può risolvere da sola il problema della denatalità.

Nella replica conclusiva Canti ha fornito chiarimenti anche sulle coperture. Le nuove prestazioni saranno sostenute dal fondo di cassa di compensazione dell’ISS, che dispone attualmente di una riserva di 33 milioni di euro. Per il caregiver è prevista una prima applicazione limitata a 50 figure, con un tetto di spesa annuale di un milione di euro. Il numero potrà essere aumentato successivamente attraverso decreto delegato in base alle richieste.

Chiuso il dibattito generale, il confronto passa ora alle singole disposizioni della legge. I lavori del Consiglio riprenderanno mercoledì alle 9 con l’esame dell’articolato.