San Marino. Atti sacrilegi e feroce vandalismo nella chiesa del convento dei Padri Servi di Maria di Valdragone
di Angela Venturini
Nella mattina del 22 agosto scorso, mentre mezza San Marino era sulle piazze e sulle strade per vedere il Papa e l’altra metà seguiva l’evento in tivù, una persona, o più persone, non identificate hanno letteralmente distrutto gli interni del convento e della chiesa dei Padri Serviti di Valdragone. Entrati dal retro, hanno aperto le porte interne con un piede di porco e poi le hanno sfondate, hanno violato la chiesa e la sagrestia rompendo a martellate tutto quello che hanno trovato sul loro passaggio. Hanno preso tutti i soldi che hanno trovato, sembra un migliaio di euro, parte di proprietà personale del frate, parte frutto della questua. Poi sono entrati nella cappella dove viene celebrata la messa, hanno aperto il tabernacolo, preso la pisside e, senza nessun rispetto per il Santissimo lì conservato, hanno sparpagliato all’esterno le ostie consacrate.
Quando è stata ora di celebrare la Messa, la piccola comunità di Valdragone si è trovata di fronte allo scempio totale. Il frate africano, che è anche sacerdote officiante, ha raccontato subito ai fedeli quello a cui anche lui si è trovato di fronte.
Subito è partita la denuncia alla Gendarmeria, che oltre a rilevare i danni, ha prelevato le immagini registrate dall’impianto di videosorveglianza. Le indagini sono in corso. La Diocesi, che è stata immediatamente relazionata sull’accaduto, ha già pianificato il rito di purificazione e riparazione per la profanazione subita.
Molto scosso e sbalordito il frate africano, Padre Wandile attuale vicario, che da qualche tempo regge il complesso religioso sempre governato dall’Ordine dei Servi di Maria, al quale appartiene egli stesso appartiene. È molto apprezzato e ben voluto dalla comunità locale, che si occupa anche del suo sostentamento.
Il Cenobio dei Padri Servi, meglio conosciuto come convento di Valdragone, era stato costruito nella prima metà del 400, è un monumento artistico e architettonico di grande pregio legato alla storia religiosa diocesana dellaMadonna Miracolosa di Valdragone, altrimenti detta “Madonna della pera”. Le fonti storiche narrano che questa tela fosse di proprietà di padre Paolo Spannocchi, che all’epoca era stato invitato a predicare nella località dell’antico Mercatale e che poi l’avesse donata ai parrocchiani.
Si tratta di una preziosa immagine quattrocentesca di fattura fiamminga, di autore ignoto, posizionata all’interno di un politicco racchiuso in un’altrettanto preziosa ancona secentesca realizzata dalla bottega riminese dei Coda. Prende il nome dal gesto della Vergine che offre una pera al Bambino Gesù, simbolo dell’amore divino per l’umanità. Di questa opera, che ha subito un raffinato restauro conservativo negli scorsi anni Ottanta/Novanta, e di tutte le altre opere d’arte conservate nella navata principale, i ladri non si sono preoccupati e per fortuna si sono salvate.


