San Marino. Durissimo il presidente ECF Sergio Barducci su chi spara sentenze e ricette facili. “Quello che è successo ha lasciato cicatrici profonde. Venite qui a metterci la faccia!”
di Angela Venturini.
La notizia circola ormai da qualche ora: dissequestrata parte dei soldi del magnate bulgaro Christov. È il nodo centrale della cosiddetta vicenda bulgara all’interno della tentata scalata a BSM.
Ente Cassa Faetano, che della banca possiede le quote di maggioranza attraverso un azionariato popolare, ha convocato un’assemblea (in tempi non sospetti) per il tardo pomeriggio di mercoledì 8 luglio al fine di discutere e approvare alcune modifiche statutarie e per offrire un aggiornamento sul nuovo possibile investitore.
Ma nessuno parla dei bulgari e di quello che è successo.
Il presidente ECF Sergio Barducci ha invece la precisa intenzione di togliersi alcuni sassolini delle scarpe (o forse dei veri e propri macigni) in relazione a quello che comunque sta accadendo da diverso tempo a questa parte. “Da mesi si accavallano opinioni, pareri e giudizi sulla banca. Ognuno ha la sua ricetta risolutiva. Ma nessuno sa la reale situazione: pontifica e basta. C’è chi cerca una qualche affermazione per se stesso, chi brama consenso, chi è ancorato a visioni del passato: nessuno si è messo in contatto con l’Ente, o con la banca e si è dato da fare per capire”.
Continua: “C’è chi dice che la banca sta bene e quindi non deve essere venduta; chi vuole che non sia svenduta, o ceduta al di sotto del suo valore; chi vuole che sia lo Stato a risolvere i problemi; chi esige un risarcimento per gli aiuti che la banca ha dato, in passato, proprio allo Stato. Purtroppo, non ci sono solo sentenze sparate a piene mani, ma anche aggressioni verbali. Io chiedo: venite qui, venite ad informarvi e prendetevi la vostra responsabilità”.
La storia è ben nota a tutti, o almeno a chi la voglia stare a sentire, perché sono ben 7 anni che ECF sta cercando un investitore che aiuti a risollevare le sorti della banca scese piuttosto in basso. A causa di questi disagi dovuti a brutte vicende del passato e a contingenze economiche pesanti, da un sacco di tempo ECF non percepisce dividendi, su precisa indicazione di Banca Centrale. Crollato il valore delle azioni, finite le risorse per tutte quelle attività culturali e umanitarie che erano il fiore all’occhiello dell’Ente; sono stati accesi perfino dei debiti per aiutare la banca. Quindi? Non si poteva certo aspettare la manna dal cielo. I vari Cda che si sono succeduti hanno cercato un investitore, un partner, ma anche un autofinanziamento da parte di soci e correntisti. Niente! Finché è stato trovato un soggetto che si credeva avesse tutti i requisiti richiesti, allora si è portato il progetto in assemblea. Ogni passaggio è sempre stato portato alla valutazione e alla votazione dei soci. Ogni decisione è stata presa a maggioranza. Ma l’imponderabile non era stato calcolato. Ed è quello che è successo.
Il bilancio attuale è disastroso. “Siamo stati travolti da una vicenda giudiziaria enorme – dice Barducci – siamo stati vittime di una effrazione inspiegabile (il furto delle cassette di sicurezza, ndr); abbiamo avuto un’emorragia enorme di depositi, in gran parte proprio dai nostri soci, con inevitabile indebolimento della banca. Tutto questo ha lasciato cicatrici profonde. Le soluzioni vanno bene tutte, purché non ci sia il rischio di far scomparire ECF”
Barducci è chiarissimo, dunque, sulla strada da percorre e sulle modalità di svolgimento. L’aggiornamento fatto dallo studio legale che se ne occupa, sulla possibile collaborazione con Héra Partecipazioni One (società milanese guidata da Oscar Pittini e controllata dalla svizzera Leonardo Holding sa) rivela che il negoziato sta proseguendo nella maniera dovuta, che mancano ancora alcuni passaggi prima di arrivare ad un preliminare di accordo, che dovrà essere valutato da Banca Centrale. Un passaggio chiave, che si vuole fare prima del passaggio in assemblea per la valutazione e la votazione finale. Insomma, c’è la volontà di fare tesoro degli errori fatti la volta precedente.


