San Marino. L’Associazione 121 spegne la sua prima candelina con tanti progetti realizzati e obiettivi raggiunti
di Angela Venturini.
Sono tanti i motivi di orgoglio e di soddisfazione per l’Associazione 121 alla scadenza del primo anno di vita e sceglie il bar di Santa Mustiola per illustrare il suo bilancio: è qui che, in pratica, è nato il sodalizio dopo tanti incontri, confronti, discussioni. Ed è qui che probabilmente è stato pensato questo nome così singolare: “121” derivante dalla Legge 121/2004 che ha abrogato l’articolo 274 del Codice Penale con il quale, a San Marino, si punivano le relazioni omosessuali. Da quel momento, molta strada è stata fatta e il bilancio illustrato dal presidente Luca Sacanna e la vice Claudia Rosa è sicuramente positivo.
Innanzi tutto, per le attività portate avanti nell’arco di questo primo anno. A cominciare dal lungo ciclo di incontri promossi con gli attori sociali, istituzionali e politici della comunità sammarinese: sindacati, ISS, Segreterie di Stato, Università, partiti. Fondamentale e altamente costruttivo è il rapporto costruito con l’associazione Attiva-Mente.
L’obiettivo sottostante a tutte le iniziative è esplicitato nello statuto fondativo: diffondere la cultura della parità di diritti, con particolare riferimento alla comunità LGBT+; dell’accoglienza e il contrasto ad ogni forma di violenza e discriminazione; promuovere la sensibilizzazione, l’informazione e la formazione sui temi dei diritti civili; favorire una maggiore consapevolezza nell’opinione pubblica, in relazione al superamento del pregiudizio, anche grazie agli interventi sui mass media.
Il 2025 ha segnato anche la prima partecipazione di San Marino con un suo proprio carro, al “Summer pride” tenuto a luglio a Rimini. E poi tante serate culturali di confronto, dibattito e proposta sempre sul tema dei diritti civili, a cui si è aggiunto il ciclo di serate dedicato al disagio giovanile, settore mai sufficientemente esplorato, dove si innestano problematiche sempre nuove e complesse.
“Esistere vuol dire avere uno spazio sicuro e rappresentativo dove sentirsi parte – dice Sacanna – dove poter lottare ma anche gioire. Per questo chiediamo alle politiche locali e nazionali di promuovere l’inclusione. Abbiamo bisogno di diritti reali: registrazione dei figli e delle figlie delle famiglie arcobaleno, percorsi alias in scuole e lavoro, uno Stato laico che tuteli tutte le soggettività. E giustizia internazionale: per la Palestina, per l’Ucraina, per ogni popolo oppresso”.
L’impegno diventa atto politico, e per l’Associazione 121 si è tradotto nella presentazione di tre istanze d’arengo che dovranno essere prese in esame dal Consiglio entro questo mandato reggenziale. Tre richieste che sono altrettante battaglie di civiltà. La prima riguarda i cambiamenti di genere. Le persone che intraprendono un percorso di affermazione di genere hanno diritto a vedere riconosciuta la propria identità anche nei documenti ufficiali. Oggi i sammarinesi devono rivolgersi all’Italia, cambiare i documenti e poi trasferirli a San Marino. La seconda riguarda la trascrizione delle famiglie omogenitoriali. Si chiede cioè di riconoscere legalmente gli atti di nascita e adozione registrati all’estero, perché nessun bambino o bambina resti senza tutele. La terza istanza torna sui diritti delle famiglie omogenitoriali, nel superiore interesse del minore.
Ma la più grande soddisfazione che entra nel bilancio di quest’anno riguarda addirittura un risultato internazionale: San Marino cresce nella Rainbow map ILGA e supera l’Italia.
“È una notizia freschissima – rivela Sacanna – questa della pubblicazione della Rainbow Map di ILGA, il network internazionale delle associazioni per i diritti civili con cui cooperiamo. Ebbene, quest’anno San Marino è sulla bocca di tutti i membri europei, perché è lo Stato che ha fatto il balzo più grande in classifica rispetto all’anno passato. Questo è avvenuto grazie in parte alle attività della nostra associazione e in parte al lavoro di raccolta e valorizzazione di leggi e principi già presenti nel nostro ordinamento giuridico, San Marino è salito di ben otto posizioni nella classifica europea dei diritti civili, sorpassando di due posizioni l’Italia. È un risultato che ci rende molto fieri, anche se siamo ancora lontani dai livelli dell’Europa occidentale e del Nord. Ma è un segnale importante: dimostra che il cambiamento è possibile, e che anche un piccolo Stato può fare passi significativi quando c’è ascolto, collaborazione e volontà”.
Gli fa eco la vicepresidente Claudia Rosa: “Abbiamo portato la voce di tanti nostri associati che vivono situazioni in ombra. Piano piano, anche con la presentazione delle nostre tre istanze d’Arengo, speriamo di arrivare a centrare degli obiettivi in termini proprio di diritti umani affinché queste persone possano esistere nella loro pienezza. Gli obiettivi per il futuro sono quelli di portare sempre più sensibilizzazione, sempre più luce su queste argomentazioni e raggiungere livelli sempre più alti di inclusività”.
Viste le premesse e la maggiore sensibilità delle persone sempre presenti alle serate pubbliche, sicuramente l’anno prossimo segnerà altrettanti risultati positivi.


