Economia e Lavoro

San Marino. Obiettivo spezzatino per BSM? Che fine ha fatto la trattativa di vendita con Héra Partecipazioni One Spa?

di Angela Venturini.

Il segretario della DC Gian Carlo Venturini, alla Festa dell’Amicizia, nel suo puntuale e dettagliato report sulla situazione politica, economica e sociale, non ha detto nulla del settore bancario/finanziario. E se non dice niente lui, i casi sono due: o non c’è niente da dire, o è meglio stare zitti.

Ma la gente parla, anche dove sentono orecchie indiscrete. Voci qualificate raccontano infatti che ci sarebbe pronto un altro progetto per BSM, che dopo la vicenda bulgara, ha avviato già dall’inizio dell’anno una trattativa per la vendita di una porzione di maggioranza delle quote a Héra Partecipazioni One Spa. I due massimi esponenti del team advisor, la società Prometeia e lo studio legale BNM dell’avvocato Matteo Mularoni, durante le assemblee di bilancio, nel maggio scorso, avevano anticipato i termini e le modalità del negoziato, assicurando che il più era stato fatto e che il percorso stava proseguendo nel migliore dei modi. Dal canto suo, Banca Centrale si era detta disponibile a valutare l’operazione in via preventiva prima del passaggio finale in Assemblea. Gli auspici erano per una chiusura a breve termine.

Invece, non si è saputo più niente. Che fine ha fatto quel progetto? Le solite voci qualificate sussurrano che la negoziazione si è fermata e che sta prendendo corpo un altro progetto: un finanziamento di 30 milioni di euro da parte delle tre banche sammarinesi: BAC, BSI e CARISP. Il che avverrebbe dopo il trasloco di 10 milioni in certificati di deposito da AASS in BSM una prima volta con la delibera n. 493 del 15 dicembre 2025 e una seconda volta con la delibera n. 150 del 26 marzo 2026.

Che senso avrebbe questo nuovo finanziamento se la trattativa con Hera è ancora in corso? Oppure è saltata? Se così fosse, l’aspetto positivo di questo cambio di rotta sarebbe che la risoluzione dei problemi della Banca faetanese avverrebbe tutta in casa, grazie al settore privato e non da parte dello Stato, in qualche modo a risarcire gli aiuti milionari che Banca di San Marino aveva elargito a suo tempo al sistema bancario e finanziario locale. Mai restituiti da nessuno.

C’è da dire però che CARISP è di proprietà pubblica al 100% e dovrà essere il Congresso di Stato ad approvare una delibera di finanziamento da 10 milioni. Saranno tutti d’accordo i partiti di maggioranza ad andare su questa strada? O potrebbero subentrare altre valutazioni?
Un altro aspetto non secondario è che comunque ogni finanziamento deve essere poi restituito. Come avviene ad esempio per chi accende un mutuo per la casa: se non provvede a pagare tutte le rate, l’immobile diventa di proprietà della banca.

E se BSM non ce la facesse a restituire il prestito? Trenta più venti fanno cinquanta milioni: sono una cifra enorme. Così si fa lo spezzatino, cioè ciascuno dei finanziatori si prende qualcosa di BSM e buona notte ai suonatori. È questo l’obiettivo a cui si punta?

Tutto questo tenendo presente che è in corso la Commissione di inchiesta parlamentare sulla vicenda bulgara (dove qualche pasticcetto sicuramente verrà fuori) e che incombe come una mannaia sul capo di tutti, l’arbitrato internazionale da 150 milioni intentato da Starcom.

Possibile che il ventilato finanziamento delle banche sia l’unica soluzione e che non ci siano altre possibilità interne per risolvere un nodo gordiano di questa portata? Non c’è nessuno, tra gli imprenditori o le società nostrane, disposto a svolgere un ruolo diverso dai soliti giochi di potere confinati nei soliti orticelli?

La qual cosa sarebbe funzionale anche a salvare l’Ente Cassa, che ha avuto un ruolo storico, economico e sociale di primaria importanza, non solo a Faetano, ma in tutto il Paese. Sarebbe davvero svilente liquidare ECF con una manciata di carità pelosa, tanto per portare avanti qualche progetto umanitario, ma di fatto relegandolo ad un ruolo inesistente.

Nel prossimo Consiglio di settembre, il Segretario alla Giustizia Stefano Canti aggiornerà l’Aula sui dossier legati alle principali crisi bancarie e finanziarie, illustrando lo stato delle azioni giudiziarie e finanziarie avviate per recuperare capitali e risarcire i danni provocati da condotte illecite ai danni dell’economia pubblica. Chissà se da qui verrà fuori qualche buona notizia?