Eclissi di Luna show nei cieli italiani. In tanti col naso all’insù per vedere la Luna rossa dello Storione che si nasconde all’alba
Dopo l’eclissi di sole del 12 agosto, all’alba di questa mattina, è stato ammirato nei cieli italiani un nuovo evento astronomico. Nonostante l’ora al mattino presto, l’evento ha mobilitato tantissimi appassionati lungo tutta la penisola.
Come sottolineano gli esperti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), questa vicinanza temporale non è un caso, poiché la meccanica celeste prevede che, quando le condizioni geometriche dei nodi orbitali permettono un’eclissi solare durante la Luna nuova, la configurazione si riproponga in modo complementare due settimane dopo, in concomitanza con la fase di Luna piena.
Si è trattato di un’eclissi parziale estremamente profonda, arrivando a coprire circa il 96% della superficie visibile del disco lunare all’interno del cono d’ombra della Terra. Per gli osservatori italiani, spiega l’Inaf, lo spettacolo si è concentrato interamente nelle prime ore del mattino, all’orizzonte ovest-sud-ovest.
Il massimo dell’eclissi si è registrato alle ore 6:12, istante in cui il 96% della luna era avvolto nell’ombra, sfiorando quasi la totalità e tingendosi di sfumature calde, rossastre o color rame dovute al filtraggio della luce solare attraverso l’atmosfera terrestre. Poiché il culmine dell’evento è avvenuto a ridosso del mattino, la fase finale dell’eclissi non è stata visibile.
Che c’entra lo Storione
Il nome Luna dello Storione deriva dalle tradizioni dei nativi americani stanziati nell’area dei Grandi Laghi. Nel mese di agosto, lo storione risaliva i corsi d’acqua in quantità consistenti e il periodo era considerato particolarmente favorevole alla pesca.
Il plenilunio è indicato anche con altri nomi legati alle attività agricole e ai raccolti di fine estate, tra cui Luna del Mais Verde, Luna del Grano e Luna dei Mirtilli.
In un articolo nel suo magazine online, l’Inaf ricorda che già duemila anni fa i Cinesi, i Caldei, gli Egizi, i Maya, i Greci e i Romani conoscevano le cause del fenomeno e sapevano pure calcolare quelle future.
Eppure, fuori dalla cerchia dei pochi sapienti, erano più popolarmente diffusi i miti che cercavano di spiegare il fenomeno, durante il quale i due astri più luminosi del cielo sembravano perdere la vita.
L’eclissi era infatti interpretata come il momento in cui l’astro entrava in collera, era morto, o era tolto dal cielo o sceso fino in Terra. In Mesopotamia erano considerate solitamente un brutto presagio per il regnante, per cui si inventarono il rituale del “re sostituto”, così da accontentare la profezia uccidendo il finto re e salvando quello vero.
Secondo la mitologia norrena, durante le eclissi, il Sole e la Luna venivano divorati da due lupi che gli davano continuamente la caccia.
Lo stesso pensavano molte altre culture, come in Cina dove però le fauci erano quelle del drago celeste. Nell’antica Grecia si pensava che la Luna sparisse perché fosse scesa in Terra: venuta volontariamente per incontrare il suo amato Endimione, oppure perché costretta dalle maghe della Tessaglia, che con i propri incantesimi tentavano di far discendere la Luna dal suo carro.
Di fronte a questi fenomeni, in ogni parte del mondo, la tradizione antica voleva che per scongiurare la sconfitta dei due astri, bisognava fare più rumore possibile, con corni, tamburi, strumenti e oggetti qualunque, così da spaventare i divoratori cosmici fino a farli desistere, oppure per liberare l’astro dall’influsso delle parole magiche.
Perché il satellite diventa rossastro
Un’eclissi lunare si verifica quando Sole, Terra e Luna si dispongono lungo una stessa linea, o quasi. La Terra si trova tra il Sole e il satellite e proietta nello spazio un cono d’ombra che può coprire interamente o solo in parte la superficie lunare. L’allineamento avviene durante la fase di Luna piena, ma non ad ogni plenilunio, perché l’orbita lunare è inclinata rispetto a quella terrestre. La porzione immersa nell’ombra non scompare completamente. Una parte della luce solare attraversa infatti l’atmosfera terrestre prima di raggiungere la superficie lunare. L’aria disperde soprattutto le componenti blu della luce e lascia filtrare maggiormente quelle rosse e arancioni, secondo un meccanismo simile a quello che colora i tramonti.
La tonalità finale può variare in base alla quantità di polveri e nubi presenti nell’atmosfera: maggiore è la presenza di particelle, più intenso può apparire il rosso.


