San Marino. Accordo di Associazione con l’Unione europea, il comitato dei CapiFamiglia rilancia il referendum
Mentre l’oligarchia politica pro tempore festeggia lo sblocco dell’Accordo di Associazione con l’Unione europea come una propria vittoria, noi non possiamo condividere questo clima di autocelebrazione. Nessun risultato, per quanto rilevante per qualcuno, può cancellare il prezzo che la Repubblica di San Marino ha pagato in termini di credibilità internazionale, reputazione istituzionale e fiducia dei cittadini, oltre ai danni che emergeranno soltanto con il tempo.
Dietro gli applausi rimangono interrogativi politici che nessuno può archiviare con una stretta di mano o un comunicato trionfalistico. Qualcuno vorrebbe voltare pagina sul cosiddetto “Piano Parallelo”. Noi riteniamo, invece, che la verità e l’accertamento delle responsabilità rappresentino un dovere nei confronti della Repubblica e di tutti i sammarinesi. Senza verità non può esserci fiducia, senza responsabilità non può esserci credibilità. In questo periodo abbiamo scelto il silenzio perché stavamo lavorando. Mentre altri occupavano le cronache con proclami, propaganda e celebrazioni, noi abbiamo preferito costruire strumenti concreti per restituire ai cittadini il diritto di decidere.
Abbiamo depositato un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, convinti che la tutela dei diritti fondamentali dei sammarinesi non possa arrestarsi ai confini della Repubblica quando i rimedi interni non garantiscono una tutela effettiva. Parallelamente, insieme ad altri gruppi che condividono questo percorso, stiamo ultimando una nuova stagione referendaria fondata su quattro referendum propositivi. Del resto, ci chiediamo anche cosa vi sia realmente da festeggiare oggi. Lo sblocco in sede COREPER rappresenta certamente un passaggio, ma il percorso dell’Accordo di Associazione è tutt’altro che concluso e dovrà ancora attraversare le procedure di firma, approvazione e ratifica previste dagli ordinamenti di tutti i Stati membri dell’Unione europea.
Scambiare un passaggio significativo per il traguardo definitivo può servire alla propaganda politica, ai cittadini, invece, serve la verità. Quattro referendum propositivi. Quattro proposte per riportare i cittadini al centro delle decisioni della Repubblica. Quattro proposte per restituire spazi di libertà, rafforzare la democrazia diretta e limitare la progressiva concentrazione del potere nelle mani di pochi. Per noi la sovranità appartiene al popolo, non ai governi pro tempore, non alle maggioranze parlamentari e nemmeno a chi ritiene che il consenso elettorale costituisca una delega in bianco. L’Accordo di Associazione non può diventare il sipario dietro il quale nascondere ciò che è accaduto. La crescita di San Marino passa anche dalla trasparenza, dalla responsabilità e dal rispetto della volontà popolare. Per questo il nostro lavoro non si ferma. Oggi, semmai, entra in una nuova fase. Vogliamo che siano i cittadini, attraverso gli strumenti della democrazia diretta, a scegliere quale futuro costruire per la Repubblica. Noi non festeggiamo il potere. Noi lavoriamo per restituirlo ai cittadini.
I CapiFamiglia


