Politica

San Marino. Alvaro Selva sul referendum preventivo proposto da DML: non è una proposta istituzionalmente corretta

Dagli organi di stampa vengo a conoscenza che Domani Motus Liberi (DML) ha elaborato un disegno di legge qualificata, con la quale si propone di sancire l’obbligo di sottoporre a referendum confermativo gli accordi internazionali quando comportano una “cessione stabile di competenze sovrane della Repubblica”. Reputo la proposta degli amici di DML errata alla luce dei fondamentali principi del nostro ordinamento costituzionale e viziata da evidente populismo, probabilmente correlato alle temporanee difficoltà che il percorso dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea ha attraversato negli ultimi mesi. Difficoltà che, proprio in queste ore, risultano peraltro superate. La mia opinione si fonda sulle considerazioni che di seguito espongo.

In primo luogo va evidenziato che ogni volta che il Consiglio Grande e Generale autorizza la ratifica di una convenzione internazionale non rinuncia, o meglio non cede parte della sovranità dello Stato sammarinese, ma esercita il proprio sovrano diritto al pari dell’altro Stato o Ente internazionale riconosciuto con cui l’accordo è stipulato. Va tenuto in considerazione a tal proposito che San Marino da oltre due secoli ha abbandonato un atteggiamento politico di riservatezza nei rapporti con gli altri Stati. Cito: le convenzioni stipulate con il regno d’Italia dopo la sua costituzione, la convenzione italo sammarinese del 1939, gli accordi convenzionali con la Repubblica Italiana del dopoguerra, la graduale apertura di sedi diplomatiche in numerosi Stati con i quali sono state stabilite relazioni ufficiali, gli accordi con l’UE in materia doganale e monetaria, l’adesione all’OSCE, al Consiglio d’Europa e alla Nazioni Unite. Ogni accordo internazionale comporta certamente, nell’interesse delle parti stipulanti, compromessi su determinate materie nel pieno rispetto del diritto sovrano di ciascuno degli Stati che si siedono al tavolo della trattativa. Inoltre, il nostro ordinamento costituzionale (Art. 1 della Dichiarazione dei Diritti) assume come metodo operativo della propria politica estera il rispetto delle regole internazionalmente praticate, che riconoscono da un lato il diritto dei popoli all’autogoverno e all’autodeterminazione, nel rispetto dei diritti fondamentali delle persone e delle popolazioni, dei diritti economici e culturali, civili i politici e, dall’altro lato, lo obbligano al rispetto delle stesse regole e degli stessi principi nelle relazioni con le altre popolazioni.

E’ alla luce di questi principi che deve essere valutata la proposta di DML di sottoporre, in generale, attraverso una legge qualificata gli accordi internazionali a una impropria forma di referendum e, in particolare, l’accordo di associazione all’Unione Europea a cui di certo attualmente mirano i proponenti. Vale la pena di ricordare che la Repubblica di San Marino ha concluso il 12 dicembre 2013 – su mandato del Consiglio G e G – un negoziato decennale per un accordo con l’UE, che prevede l’integrazione di San Marino nel mercato unico europeo basato sulla libera circolazione di merci, persone, servizi e capitali. Questo accordo – in attesa di definitiva approvazione di tutti gli Stati dell’Unione – è stato stipulato dalla Repubblica nel pieno rispetto della Costituzione, cioè con il mandato del Parlamento nominato a seguito consultazione elettorale e l’azione dell’esecutivo. L’accordo con l’UE – come del resto tutti gli accordi internazionali – sono approvati seguendo l’iter previsto dalla costituzione attraverso gli organismi a ciò delegati, e non può essere nemmeno ipotizzato – come previsto dai proponenti – una distorta nuova forma di referendum “preventivo” assimilandolo al referendum confermativo previsto dalla attuale legge solo per la modifica delle leggi costituzionali e non certo per gli accordi internazionali.

La nostra costituzione disciplina con rigorosa precisione gli organi ai quali è demandata l’approvazione delle leggi, degli accordi internazionali e degli istituti di democrazia diretta ed è a questa disciplina che occorre attenersi. Occorre pertanto evitare ogni forma di strumentalizzazione politica. Gli sviluppi delle ultime ore dimostrano come le difficoltà incontrate fossero contingenti. Non è una proposta istituzionalmente corretta, e dovrebbe essere evitata da una forza politica – quale ritengo sia DML – che fonda la propria azione nel rispetto dei fondamentali principi del nostro ordinamento costituzionale.

Alvaro Selva, Membro del Collegio dei Fondatori del PSD