San Marino. RF: se il fine giustifica i mezzi per rendere i sogni realtà, allora qualcosa non funziona
Il governo ha lanciato la stagione estiva con una settimana da urlo: il treno torna in stazione, il maestro Cracco serve l’uovo sullo stradone. Un’immagine da cartolina in cui i nostri Segretari di Stato come consumati showman dispensano sorrisi, selfie, pacche sulle spalle e inondano di sorrisi i servizi della TV di Stato.
Ma c’è un dettaglio, piccolo, ma distonico rispetto al nuovo motto del governo “dreams come true” (i sogni diventano realtà).
Dalla San Marino RTV si apprende che “ad oggi il Treno Bianco Azzurro non risulta omologato come mezzo di trasporto pubblico o di linea ordinario, ma è attivo esclusivamente come attrazione turistica storica e culturale.”
In sostanza è come se da Torraccia un Douglas Dakota decollasse con 20 turisti, senza omologazione, pilotato da un dipendente AASPL distaccato all’Ufficio del Turismo, gestito da una associazione di amatori del volo con il Congresso di Stato che copre tutto con una delibera.
E’ normale? Lo Stato osserva le leggi? Il locomotore AB-03 è superiore alla legge e al buon senso?
Gli uffici pubblici che hanno la responsabilità dei trasporti, della Protezione Civile, i consigli di amministrazione degli enti coinvolti, accettano questa situazione che ha gravi risvolti amministrativi e gestionali?
Dietro la narrazione del treno che torna in stazione, in ricordo anche di un periodo non proprio felice per la Repubblica e l’Italia, c’è qualcosa di profondamente sbagliato nella forma e nella sostanza.
Se si accetta che lo Stato, anzi il governo che ormai de facto è diventato lo Stato, può infischiarsene di leggi e prescrizioni di sicurezza (vedi foto di operai a torso nudo senza DPI – dispositivi di protezione – sui vari cantieri pubblici), c’è qualcosa che non funziona, soprattutto per le aziende private che sono subissate di controlli e spesso anche di sanzioni amministrative elevate dallo Stato.
Se il governo può effettuare il trasporto pubblico su rotaia senza autorizzazioni, prescrizioni, regole, magari senza fare firmare a ignare persone autorizzazioni di scarico di responsabilità o peggio trasportando minori, c’è qualcosa di molto grave che sta accadendo.
C’è poi l’impatto su chi il trasporto pubblico lo fa davvero rispettando le norme, con rischio di impresa, che si trova il terminal di arrivo della autolinea internazionale Rimini-San Marino occupato dal locomotore AB-03 tornato alla stazione.
Repubblica Futura non vuole rompere le uova nel paniere al governo in estasi dopo il maestro Cracco, ma ricordiamo che se lo Stato mostra plasticamente che le leggi si possono sostituire con una delibera del Congresso di Stato e se il fine giustifica i mezzi per rendere i sogni realtà, allora qualcosa non funziona.
Repubblica Futura


