FR Istituto d’Arte Contemporanea: “Con Mark Francis un Padiglione capace di raccontare San Marino al mondo”
Intervista agli organizzatori del Padiglione di San Marino
La sfida di portare San Marino alla Biennale Arte 2026
Qual è stata la visione che ha guidato il progetto del Padiglione di San Marino per questa Biennale?
FR Istituto d’Arte Contemporanea è organizzatore del Padiglione della Repubblica di San Marino già da diversi anni. è infatti, questa, la terza edizione della Biennale arte che ci vede organizzatori. Con l’esperienza acquisita nelle precedenti edizioni, e con l’obbiettivo di presentare sulla scena internazionale la Repubblica di San Marino al meglio, abbiamo deciso di rispondere al tema definito dalla curatrice Koyo Kuyuh, In Minor Keys, un artista internazionale di rilievo che perfettamente a nostro avviso rispetta i criteri musicali e vibranti definiti dalla curatrice. Il nostro obbiettivo si concretizza nel presentare al meglio la Repubblica, che si relaziona che gli altri paesi del mondo alla pari, pon u progetto strutturato e di valore culturale, aprendo in questo modo relazioni importanti con gli altri Paesi del mondo.
Perché avete scelto Mark Francis per rappresentare la Repubblica di San Marino?
Conosciamo e studiamo la poetica dell’artista Mark Francis già da diversi anni, e in quanto galleria d’arte trattiamo la sua arte e ne conosciamo le potenzialità. Una volta che il titolo della 61. Esoosizione Internazionale d’Arte è stato reso noto, la scelta dell’artista ci è risultata abbastanza immediata.
Gli ultimi lavori di Mark Francis, infatti, colgono e reinterpretano il tema musicale attraverso uno stretto binomio di casualità e perfezionismo, di colore e forme, di ritmo lento e veloce.
Si tratta di un artista di fama internazionale, di origini irlandesi ma che da anni lavora a Londra, seguito e apprezzato in tutto il mondo; insomma, ci è sembrato avere tutte le carte in regola e tutti i requisiti utili per la realizzazione di un progetto di successo
che potesse non solo essere all’altezza della più importante Biennale d’Arte ed esposizione al mondo, ma anche che potesse rappresentare la Repubblica di San Marino nel migliore dei modi.
Quanto è stata importante la scelta della nuova sede del Tana Art Space, tra Arsenale e Giardini?
Sicuramente una delle scelte più importanti per questa edizione della Biennale. Rispetto agli anni precedenti, FR Istituto d’Arte ha deciso di investire in una sede che ci garantisse un flusso di visitatori più significativo degli anni precedenti. Quest’anno, attraverso la scelta della nuova sede, Tana Art Space, situata a pochi metri dall’ingresso dell’Arsenale, contiamo di quintuplicare il numero di entrate avute due anni fa nella precedente sede espositiva dando, quindi, una maggiore visibilità alla Repubblica.
Quali sono state le principali sfide organizzative nella realizzazione del Padiglione?
La principale sfida che si incontra quando si organizza la Biennale di Venezia, è per noi, ogni edizione, proprio Venezia. Una città bellissima e difficile, in cui per la Biennale, convogliano le attenzioni e gli interessi di tutto il mondo che nelle settimane prima dell’apertura, e nella settimana di apertura, vedono Venezia allo stremo. Una città in cui dallo spostamento delle opere d’arte dalla terraferma all’isola, all’umidità che mette in dubbio la conservazione delle opere d’arte, ogni scelta va calibrata in maniera completamente differente da qualsiasi altro luogo. è tuttavia proprio questa frenesia, complessità e bellezza indescrivibile, a rendere il progetto Biennale, una delle realtà più interessanti a cui ci dedichiamo di dua anni in due anni.
Che valore ha oggi, per San Marino, la presenza alla Biennale di Venezia sul piano culturale e internazionale?
San Marino ha uno strettissimo legame con l’arte contemporanea, prima con le Biennali di San Marino, poi come primo dei Piccoli Stati ad aver preso parte ufficialmente alla Biennale di Venezia. Un percorso, quello di San Marino alla Biennale, non lineare e definito, ma bensi complesso e frastagliato. Essere oggi alla Biennale di Venezia, palcoscenico di cultura, libertà e diplomazia, porta San Marino non solo occasioni di promozione culturale e turistica, ma anche possibilità di incontri e rapporti diplomatici.
Quale risposta avete percepito dal pubblico e dagli addetti ai lavori durante l’inaugurazione?
Notiamo con gioia un crescente interesse da parte dei cittadini e delle istituzioni sammarinesi per il nostro lavoro, iniziano a rendersi conto delle innumerevoli possibilità che questa partecipazione offre a San Marino. Il padiglione è aperto dal 6 maggio, e in questi giorni, sono arrivati feedback molto positivi, sull’artista, sul progetto curatoriale, sul nostro lavoro e sulla vincente collaborazione tra FR Istituto d’Arte Contemporanea e la Segreteria di Stato Istruzione e Cultura, che ringraziamo per il supporto e per la fiducia riconosciuta al nostro team.


