Etimologia incontra Es Nova | San Marino | EtimoloPEOPLE
In questa nuova intervista di #EtimoloPeople, siamo entrati nel mondo di Es Nova che ci hanno raccontato come il suono possa diventare un ponte tra l’arcaico e il futuro.
Il vostro collettivo si muove con disinvoltura tra sound art e performance improvvisata: qual è la genesi del nome Es Nova e in che misura l’estemporaneità modella la vostra esecuzione dal vivo?
La genesi del nome Es Nova è un po’ un mosaico di giochi di parole che rimandano, da una parte, all’Es freudiano, inteso come dimensione impulsiva e pre-razionale del suono, e, dall’altra, come una contrazione del termine “esperienza nuova”. Per quanto riguarda l’estemporaneità, questa opzione ha fin da subito modellato la nostra estetica, in quanto ha reso possibile la costruzione di tessuti sonori e mondi musicali che hanno poi aperto a stratificazioni che non avevamo sperimentato in precedenza. L’estemporaneità ci ha consentito di spingerci oltre e di dare spazio tanto al lato performativo-musicale quanto a quello propriamente sonoro.
La vostra visione si colloca in uno spazio di confine tra generi diversi. Come descrivereste questa identità sonora a chi si accosta a voi per la prima volta e quale immaginario ne ispira l’essenza?
L’identità sonora di Es Nova si colloca, appunto, al confine fra generi differenti, senza voler appartenere necessariamente a nessuno di essi. Questo comporta una maggiore difficoltà di classificazione e di definizione stilistica. Il nostro sound è composto da una miscela di elementi e soluzioni tratti da mondi musicali eterogenei — elettroacustica, ambient, noise, progressive rock, psichedelia, glitch e non solo — per emergere, alla fine, come un’estetica che, speriamo, ci rappresenti in modo distintivo.
Il progetto Lumière Zone rielabora i corti dei Fratelli Lumière. Cosa vi ha spinto a tornare alle radici del cinema e come avete scelto quali “tessere” del loro mosaico rimusicare?
Nel progetto sui Lumière ci ha spinti l’esigenza di guardare le cose con uno sguardo più essenziale e di cercare un’estetica visiva meno frenetica di quella alla quale ci eravamo abituati, specialmente negli ultimi anni. I Lumière ci hanno permesso di respirare e di adottare un ritmo e un’atmosfera diversi, ricchi di profondità, che lasciano trasparire ancora oggi l’elemento di novità e di scoperta di quel periodo. C’è un’atmosfera quasi ludica che connota i primi momenti di una ricerca così potente e decisiva come è stata l’avventura del cinematografo. Le tessere del mosaico sono nate da una selezione di tematiche per noi particolarmente incisive a livello iconografico e visivo, quelle che più di altre ci hanno colpiti e trasportati in un’altra dimensione.
Nel ridare voce a immagini storiche, avete cercato di rispettare l’intento narrativo originale o avete puntato a una totale reinterpretazione emotiva del materiale visivo?
Abbiamo senza dubbio optato per la seconda via. Non volevamo musicare i Lumière, ma costruire qualcosa a partire dalla loro poetica visiva, qualcosa che si intrecciasse con il nostro modo di fare musica. Il ruolo delle emozioni in musica è centrale e orienta il processo creativo: le scelte sono quindi solo in parte razionali e pianificate.
Quali sono le vostre principali fonti di ispirazione? Ci sono libri, film o altri artisti che hanno avuto un impatto significativo nella strutturazione del vostro immaginario?
Sicuramente sì. Sono tantissime e si rischierebbe di fare solo un elenco. Dovendo scegliere, direi senza dubbio Così parlò Zarathustra di Nietzsche, La fenomenologia dello spirito di Hegel, e i seminari di Jung e Lacan.
Chi sono gli Es Nova? Il Collettivo sammarinese Es Nova nasce nel 2016 da un’idea di Nicola Rosti, Erica Agostini e Alice Drudi. Il gruppo vuole sperimentare attraverso la musica di ricerca, la sound art e le arti visive un dialogo in tempo reale, sia dal vivo che in studio di registrazione. Le influenze musicali spaziano dal minimalismo, alle avanguardie elettroacustiche, prendendo spunti dal jazz, dal rock progressive e dal blues. Le opere degli Es Nova nascono e si sviluppano a partire da un tema, una parola, un’immagine, per poi lasciare alla pura improvvisazione il processo tramite il quale l’opera, aperta, prende forma. Con oltre dodici progetti ufficiali e numerose collaborazioni con artisti e interpreti di fama, il collettivo continua ad ampliare i confini dell’espressione artistica.



