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San Marino.  Arriva in commissione la legge sul caregiver, previsti quattro diversi profili di assistenza

 Commissione Consiliare Permanente Igiene e Sanità, Previdenza e Sicurezza Sociale, Politiche Sociali, Sport, Territorio, Ambiente e Agricoltura – Askanews

Giovedì 7 maggio 2026, mattina

La Commissione consiliare permanente IV ha ripreso l’esame in sede referente del progetto di legge di modifica della legge 129/2022 sulla famiglia. Al centro dei lavori l’introduzione della figura del caregiver familiare.

Ad aprire il confronto sull’articolo 11 è stato il Segretario di Stato Stefano Canti, che ha illustrato l’impianto della nuova disciplina definendo il caregiver familiare come “una figura fondamentale” destinata ad assistere familiari non autosufficienti o affetti da patologie invalidanti. Canti ha spiegato che il testo introduce quattro diversi profili di assistenza in base all’impegno orario richiesto e prevede aspettative lavorative, sussidi economici e percorsi di formazione specifici. “Il principio centrale – ha affermato – è l’autodeterminazione dell’assistito” sottolineando  la necessità di prevenire situazioni di burnout attraverso misure di sollievo e supporto.

Fin dalle prime battute, l’opposizione ha concentrato le proprie critiche sul limite massimo di cinquanta qualifiche annue di caregiver e sul tetto di spesa fissato in un milione di euro. Gaetano Troina di Domani-Motus Liberi ha contestato soprattutto l’obbligo imposto ai pensionati di rinunciare alla pensione per accedere al riconoscimento formale della figura. “È una disparità di trattamento inaccettabile rispetto agli altri pensionati che lavorano” ha sostenuto, chiedendo che i pensionati possano continuare a percepire il proprio assegno rinunciando eventualmente soltanto al sussidio previsto dalla legge.

Sulla stessa linea anche Repubblica Futura. Matteo Casali ha criticato il limite temporale previsto per l’aspettativa lavorativa dei caregiver. Ha sostenuto: “Il diritto deve coprire tutto il periodo della malattia senza limiti arbitrari, soprattutto nei casi di patologie degenerative di lunga durata”. Lo stesso Consigliere ha contestato il tetto numerico previsto dal comma 14, definendolo “una discriminazione odiosa” che rischia di lasciare senza tutela famiglie con necessità assistenziali urgenti. Rf ha inoltre chiesto che l’applicazione dell’indicatore Icee per la revisione dei sussidi non sia facoltativa ma obbligatoria.

Emanuele Santi di Rete ha chiesto chiarimenti sul funzionamento delle 50 qualifiche all’anno, interrogandosi sulle conseguenze di un eventuale aumento delle richieste. Miriam Farinelli di Repubblica Futura ha invece domandato quali basi statistiche abbiano portato il governo a individuare proprio quel numero massimo di beneficiari.

Dalla maggioranza Guerrino Zanotti di Libera ha posto l’attenzione sul ruolo della Commissione per gli accertamenti sanitari individuali (Casi), sostenendo che debba limitarsi a certificare il bisogno assistenziale senza entrare nella quantificazione delle ore di assistenza svolte dal caregiver.

Dal Pdcs Marinella Lorena Chiaruzzi ha espresso una valutazione positiva sull’estensione dell’aspettativa fino a dieci anni, soprattutto nei casi di disabilità gravi e permanenti, mentre Barbara Bollini ha difeso il principio secondo cui il ruolo del caregiver cessa in caso di istituzionalizzazione dell’assistito. “Se una persona entra in una struttura residenziale è la struttura stessa a garantire l’assistenza” ha osservato. Paolo Crescentini del Psd ha invece sollevato il problema della scelta del caregiver nei casi in cui l’assistito non sia più in grado di esprimersi autonomamente.

Nel corso del confronto il Segretario Canti ha difeso l’impianto del provvedimento, spiegando che il limite delle cinquanta qualifiche nasce da una valutazione prudenziale legata alla sostenibilità economica del fondo della Cassa di compensazione. “Abbiamo messo questo tetto per monitorare l’impatto della misura”, ha dichiarato, ricordando comunque che i parametri potranno essere modificati tramite decreto delegato. Il Segretario ha inoltre aperto alla possibilità di riformulare alcuni passaggi del testo giudicati ambigui, chiedendo più volte la sospensione dei lavori per costruire una soluzione condivisa tra i gruppi consiliari.

Dopo una pausa tecnica, il governo ha quindi presentato un emendamento modificativo ai commi 4, 14 e 16 dell’articolo 11. La nuova formulazione ha precisato che la classificazione del profilo del caregiver sarà certificata dalla casistica sulla base di relazioni predisposte dai servizi dell’Iss e ha chiarito che il limite delle cinquanta qualifiche e del milione di euro si intende riferito “per ogni anno”. È stata inoltre confermata la soppressione delle ultime righe del comma 16 relative agli interventi domiciliari temporanei.

Gli emendamenti presentati da Domani-Motus Liberi e Repubblica Futura sono stati respinti con 4 voti favorevoli e 10 contrari, mentre l’articolo 11, così come modificato dal governo, è stato approvato con 10 voti favorevoli e 4 astensioni.

Successivamente la Commissione ha esaminato l’emendamento aggiuntivo del governo che introduce l’articolo 11 bis dedicato alla formazione e alle misure di sollievo per il caregiver familiare. Il testo prevede programmi gratuiti di supporto e formazione, interventi multidisciplinari dell’Iss e la possibilità di accedere a ricoveri temporanei di sollievo.

Anche su questo punto il dibattito è stato ampio. Matteo Casali ha parlato di una figura “ancora monca” sul piano delle tutele, evidenziando l’assenza di una disciplina chiara per malattie, ferie o infortuni del caregiver. “Rischiamo di creare una figura estremamente penalizzata” ha avvertito. Guerrino Zanotti ha invece ricordato che alcune tutele sono già presenti nei regolamenti esistenti sui ricoveri di sollievo, mentre Marinella Lorena Chiaruzzi ha sottolineato come il regolamento vigente contempli già strumenti di supporto psicologico e assistenziale per i caregiver familiari.

Nel finale di seduta il governo ha nuovamente modificato il testo per chiarire che il diritto alla formazione gratuita spetta sia ai caregiver formalmente riconosciuti sia ai soggetti che svolgono di fatto attività di assistenza familiare, anche senza aver acquisito ufficialmente la qualifica prevista dalla legge. Una precisazione arrivata dopo il confronto tra Matteo Casali e Andrea Ugolini del Pdcs sul tema dell’accesso alla formazione per i pensionati che non rinunciano al trattamento pensionistico.

L’emendamento aggiuntivo del governo è stato infine approvato con 10 voti favorevoli e 4 astensioni.