Comitato Pro San Marino: “Giù le mani da San Marino. Referendum subito sull’accordo di associazione UE!”
L’accordo di associazione si è fermato al Coreper. Bene. Anzi: benissimo. Ringraziamo la Bulgaria, anche se per i motivi sbagliati. Perché quello che doveva essere il “trionfo europeo” del Segretario Beccari si è impantanato esattamente dove meritava di impantanarsi: tra ricatti, pressioni e un’inchiesta giudiziaria. il Caso Parallelo, che vede al centro Andrea Del Vecchio, emissario del bulgaro Assen Christov. Sammarinesi, fermiamoci un attimo e ragioniamo. Da anni ci raccontano che l’Europa è il futuro. Che senza Bruxelles non andiamo da nessuna parte. Che dobbiamo “agganciarci” a un treno che non si ferma. Lo stesso ritornello, sempre uguale, ripetuto da una classe politica che ha già dimostrato cosa sa fare quando ha le chiavi della cassa. Adesso.SM lo abbiamo visto tutti: debito oltre il miliardo e mezzo, fondi pensione presi d’assalto, sistema bancario smontato a colpi di decreti firmati la domenica sera. Non sono storie di altri paesi. Sono nostre e le abbiamo pagate noi, anzi stiamo ancora pagando a caro prezzo. E adesso quegli stessi nomi, Mularoni, Renzi e compagnia bella, dall’opposizione tornano a darci lezioni di trasparenza europea. Mularoni, che è il notaio di Del Vecchio, l’uomo del bulgaro Christov. Renzi, che viene citato nelle intercettazioni di Del Vecchio. Sono questi i paladini della “moralità istituzionale” che dovrebbero salvarci? Sono questi che dovrebbero firmare, assieme a Beccari e a tutti i filoeuropeisti interesssti del Consiglio, al posto nostro l’ingresso nell’orbita di Bruxelles? Le domande che nessuno fa Cosa è andato a fare il Segretario Beccari a Bruxelles a incontrare un ministro bulgaro mentre il Caso Parallelo era nel pieno dell’inchiesta? Quale “diplomazia” giustifica quel viaggio? Quali verbali esistono, quali no? Perché il Paese non sa nulla di concreto su quell’incontro mentre dovrebbe firmare un accordo che cambia per sempre l’assetto della Repubblica? E ancora. Perché l’accordo non si chiude da anni? Perché ogni passaggio è oscuro? Perché ogni volta che chiediamo dettagli ci rispondono con frasi fatte? La risposta la sappiamo. Perché un dossier aperto serve a tutti loro. Alla maggioranza, per dire che “sta lavorando”. All’opposizione, per dire che “non sa lavorare”. Al circuito politico-professionale, per restare al centro del gioco. A chi serve davvero quell’accordo? Non ai sammarinesi, questa è la verità! La sovranità non si svende e San Marino è Repubblica indipendente da oltre millesettecento anni. Non l’ha conservata grazie a Bruxelles. L’ha conservata nonostante mezza Europa abbia provato, in epoche diverse, a cancellarla. La nostra fortuna, da sempre, è stata sapere quando dire di no. Sapere cosa firmare e cosa non firmare. Sapere chi siamo ed oggi bisogna dire NO! Oggi ci stanno chiedendo di firmare un accordo che non abbiamo mai discusso davvero. Ci stanno chiedendo di rinunciare a pezzi di sovranità, senza che mai un cittadino sia stato chiamato a esprimersi. Ci stanno dicendo che “lo capiremo dopo”. Lo abbiamo già sentito e lo abbiamo già pagato. Referendum. Subito! ORA! Una decisione di questa portata si prende in un solo modo: chiedendola al popolo. Tutto il resto sono giri di parole. La classe politica si è ben guardata dall’indire un referendum sull’accordo, e si capisce perché: sa benissimo come finirebbe. La gente vera, quella che vive a Borgo, a Serravalle, a Domagnano, a Faetano, in Città ed in tutti i castelli della Repubblica, sull’Europa ha le idee più chiare di chi sta a Palazzo. E un referendum lo direbbe forte. Per questo lo chiediamo e lo chiediamo adesso. Lo chiediamo prima che il Coreper riparta, prima che Beccari torni con la penna in mano, prima che si trovi il modo di firmare al posto nostro qualcosa che noi non abbiamo voluto. Sammarinesi, lo stop di oggi è un’occasione. Non lasciamo che ce la portino via. Non firmiamoci da soli la condanna. La sovranità non si vende, non si svende e non si “associa”. Si difende. Giù le mnai da San Marino.
C.s. Comitato Pro San Marino


