Comunità e Territorio San Marino: riprende vita il progetto Polab? Non se ne dovrebbe parlare?
È stato ripreso in considerazione il progetto Polab. Sono forse cambiate le condizioni che, sul calare degli anni duemiladieci, avevano accompagnato perplessità diffuse, manifestazioni insorte e un percorso che, successivamente, non proseguì secondo l’impostazione inizialmente prevista? Le Stazioni Radio Base funzionali per la rete di telefonia mobile partono dal progetto Polab. La pianificazione prevedeva 22 siti sparsi sull’intero territorio nazionale, destinati alla collocazione delle antenne: un numero ragguardevole, nonostante la particolare orografia del micro Stato e la limitata estensione del territorio sammarinese. Lo scopo principale di quella scelta era trovare un sistema di ammodernamento per la tecnologia del 4G, ipotizzando la copertura del territorio sammarinese, attraverso infrastrutture strategiche di notevole rilevanza tecnica. Il luogo fisico di ogni SRB è costituito da un basamento in cemento armato su cui si erige un palo flangiato in metallo dalla forma tronco-conica, composta da elementi sovrapponibili l’uno sull’altro, con una altezza di circa 35/36 mt, predisposto per applicare le infrastrutture radioelettriche di più operatori. L’altezza così maestosa deriva verosimilmente da calcoli svolti da professionisti per ragioni di incolumità delle persone e integrità delle cose. Tuttavia, proprio la consistenza di tali opere rende inevitabile una riflessione sul loro inserimento nel territorio. Quella scelta, all’indomani della prima esecuzione, intorno al 2017/2018, suscitò delle perplessità tra la cittadinanza. Infatti, diverse forme di manifestazione erano principalmente rivolte verso un impatto ambientale e paesaggistico considerevole, nonché verso preoccupazioni riguardanti la tutela della salute delle persone, in relazione all’esposizione ai campi elettromagnetici. All’epoca, dopo l’installazione dei tralicci di Rovereta e Fiorina, i lavori non proseguirono secondo l’impostazione originariamente prevista. Oggi la popolazione si vede il riavvio di attività riconducibili a quel medesimo percorso. Sono forse cambiate le condizioni allora esistenti? Sono stati aggiornati gli studi? Sono state rivalutate le condizioni ambientali, paesaggistiche, urbanistiche e quelle relative alla tutela della salute delle persone? Sono stati resi disponibili, in modo chiaro e comprensibile, gli elementi tecnici necessari per fugare ogni dubbio? Nel frattempo sono insorte anche nuove tecnologie, quelle della quinta generazione in particolare, che si andranno a sommare con ciò che già esiste in termini di infrastrutture, apparati e forme di esposizione. Il 5G non riguarda solo le comunicazioni cellulari, ma anche un sistema più ampio e pervasivo, con implicazioni economiche e territoriali che meritano di essere valutate con particolare attenzione. Il punto delicato della moderna generazione tecnologica non è necessariamente la tecnologia in sé, ma il modo in cui essa viene introdotta, spiegata, controllata e resa accettabile alla popolazione. Le normative, i controlli e i monitoraggi devono avere un adeguato supporto tecnico e scientifico aggiornato, senza il quale diventa difficile imbastire un sistema di fiducia, capace di determinare con chiarezza i parametri massimi non superabili e di assicurare adeguate condizioni di tutela rispetto alle nuove forme di esposizione. Il periodo in cui stiamo vivendo risulta molto complesso, pieno di incertezze e di approssimazioni percepite, anche nel rapporto tra istituzioni e cittadinanza. Proprio per questo, ogni decisione pubblica che coinvolge infrastrutture di tale portata dovrebbe essere accompagnata da prudenza, chiarezza e responsabilità. Diventa interessante, e forse necessario, riaprire un dibattito come già avvenuto qualche tempo fa per gli stessi accadimenti, se non altro per fugare ogni dubbio. Non si vuole bloccare il progresso, ma capire se quel progresso sia stato valutato in ogni sua conseguenza, per comprendere se le scelte compiute siano realmente compatibili con il territorio, con il paesaggio, con l’ambiente e con le esigenze di tutela della salute pubblica. Le decisioni abbiano sempre prudenza e responsabilità nelle scelte, perché le conseguenze possono incidere non solo sulla qualità della vita delle persone, ma anche sull’ambiente, sul paesaggio e sull’economia.
c.s. Dott. Giuseppe Bernardini – Comunità e Territorio San Marino


